Tassa sulla salute per i vecchi frontalieri: Mastromarino appoggia la proposta di Augurusa (Cgil)

“La proposta credo meriti di essere valutata”: così il presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera, Massimo Mastromarino, sull’idea lanciata nei giorni scorsi a Etv, nella trasmissione Border, da Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri della Cgil, su una possibile alternativa alla tassa sulla salute.

“L’articolo 11 del trattato riconosce un fondo a sostegno delle attività socio-economiche e a sostegno del sistema dei salari delle zone di frontiera – ha ricordato Augurusa – Di fatto, quindi, abbiamo già a disposizione uno strumento, per cui non sarebbe necessario applicare la tassa sulla salute”. Poi l’appello alla Regione: “Proviamo a lavorarci insieme”. Un fondo che ha già accumulato 21 milioni di euro ed è destinato ad aumentare di anno in anno, fino ai 130 milioni previsti nel 2033, quando i Comuni di frontiera dovranno dire addio ai ristorni. “E’ già previsto un sistema di finanziamento – ha ribadito il sindacalista della Cgil – per questo sarebbe sufficiente togliere l’ipotesi di una tassa sulla salute, che – di fatto – sarebbe incostituzionale perché introduce la doppia imposizione”.

“Nel 2027 – sottolinea Mastromarino – la somma complessiva derivante dall’extragettito (la tassazione ordinaria dei nuovi frontalieri in Italia) prevista dall’articolo 11 del nuovo accordo fiscale, che può essere utilizzata per l’indennità di confine, e quindi anche per i lavoratori del comparto sanitario, sarà superiore ai 55 milioni di euro, fino ad arrivare nel 2044 a oltre 220 milioni. Evidentemente questa somma, che non dovrà essere utilizzata esclusivamente per questo scopo, ma anche per investimenti nei Comuni di frontiera, può essere una concreta alternativa alla tassa della salute, – conclude Mastromarino – considerato anche che la progressiva riduzione nel tempo dei vecchi frontalieri, porterà ad essere poco capiente questa forma di tassazione”.

La tassa sulla salute è tra i temi al centro della nuova legge di bilancio. Dal 2027 si passerebbe alla quota fissa fino a un massimo di 150 euro. Sono queste le principali novità introdotte nella bozza della finanziaria. L’articolo 70, in particolare, precisa che il contributo non sarà più proporzionale allo stipendio, ma stabilito dalle singole Regioni di confine in cui risiedono i lavoratori frontalieri. La tassa sulla salute è da sempre contestata dalle organizzazioni sindacali. Da qui la proposta di Augurusa, sostenuta nelle ultime ore dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata e dal presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera Massimo Mastromarino.