Sono 1.533 le pratiche di convalida delle dimissioni di madri lavoratrici e padri lavoratori registrate nel 2025 nelle province di Como, Lecco e Sondrio dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro: 1.024 hanno riguardato donne e 509 uomini. I dati sono stati presentati questa mattina a Villa Gallia, a Como, durante il convegno “Il Decreto Legislativo 198/2006 compie 20 anni: evoluzione, attività e prospettive”, dedicato al Codice delle pari opportunità.
“In questi due decenni, – ha dichiarato la consigliera di parità di Como, Federica Peraboni – il quadro normativo si è evoluto, rafforzando gli strumenti di tutela e promozione della parità. Permangono tuttavia sfide importanti: superare il divario retributivo, favorire la presenza femminile nei ruoli decisionali, contrastare gli stereotipi e promuovere la conciliazione tra vita professionale e familiare”.
Nell’Italia settentrionale nel 2025 sono state adottate 38.074 convalide di dimissioni, pari al 63,7% del totale nazionale. In Lombardia sono state 13.114, di cui 8.542 di lavoratrici e 4.572 di lavoratori. Il numero più elevato di convalide si registra entro il primo anno di vita del primo figlio. Nel territorio di Como, Lecco e Sondrio la fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra i 34 e i 44 anni.
“Nel Comasco il divario di genere nel mercato del lavoro torna ad ampliarsi – ha sottolineato Giovanni Tavolaro, Responsabile dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia – Nel 2025 il tasso di occupazione femminile scende al 42,1%, mentre le donne inattive in età lavorativa salgono a circa 72 mila e rappresentano il 63% di tutti gli inattivi. Un segnale che evidenzia come il vero nodo non sia l’accesso al lavoro, ma la permanenza e la piena partecipazione delle donne al mercato occupazionale.”
“I Centri per l’Impiego rappresentano un presidio fondamentale per accompagnare le persone che desiderano entrare o rientrare nel mercato del lavoro. – ha dichiarato Camilla Airoldi, coordinatrice dell’Area Svantaggio dei Centri per l’Impiego della Provincia di Como – Nel Comasco il loro potenziale bacino di utenza femminile supera le 13 mila persone e comprende molte donne che, pur disponibili a lavorare, si trovano ad affrontare ostacoli che rendono più complesso il percorso di inserimento professionale. Tra questi, un peso significativo è rappresentato dai carichi di cura familiari, che ancora oggi incidono in modo rilevante sulla partecipazione femminile al lavoro”.


