Primo giorno di zona rossa a Como, centro città tra caffè d’asporto e negozi chiusi

Primo giorno di zona rossa in Lombardia, Como si adegua alle disposizioni tra caffè d’asporto e saracinesche abbassate soprattutto dei negozi di abbigliamento, tra i più penalizzati dall’ultimo decreto, che prevede almeno per due settimane –come previsto dall’ultimo decreto- sarà vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro.

Il nuovo decreto prevede anche la chiusura di bar e ristoranti con asporto consentito fino alle 22, mentre per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

Chiusi anche i negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di prima necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado e per le classi di seconda e terza media. Restano aperte solo le scuole dell’infanzia, le elementari e le classi prime delle medie. Chiuse le università.

Per quanto riguarda lo sport, sono sospese tutte le competizioni, salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) e dal Cip (Comitato italiano paralimpico). Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale.

Sono chiusi musei e mostre, teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per il trasporto scolastico.

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