Il futuro di Csu e degli impianti sportivi di Como. Il dibattito sul tema coinvolge tutti: dipendenti, cittadini che utilizzano i servizi e politica. Il nuovo modello di gestione delle piscine e delle strutture entrerà in vigore a fine giugno. L’incarico per la gestione a Csu, Como Servizi Urbani, che era in scadenza al 31 dicembre, è stato, infatti, prorogato dall’amministrazione fino al 30 giugno.
Csu, società partecipata del Comune di Como, da anni gestisce servizi essenziali per la città: dagli impianti sportivi, ai parcheggi, dai porti alle lampade votive nei cimiteri. Come già aveva spiegato il sindaco Alessandro Rapinese, la legge ora prevede l’assegnazione della gestione con appositi bandi e non a società in house. Le piscine Sinigaglia e di Casate dove c’è anche lo stadio del ghiaccio e ancora il centro di via Segantini a Sagnino andranno quindi a gara a breve ha spiegato il primo cittadino che ribadisce il termine ultimo di fine giugno. Csu non parteciperà – ha spiegato Rapinese – perché è l’attuale gestore ed è un servizio che viene dismesso per motivi normativi.
Como Servizi Urbani è però destinata ad altro. “Sarà la nostra società in-house, l’obiettivo è far sì che diventi veramente un’azienda che eroghi servizi strumentali al Comune“ dice ancora il sindaco che poi torna a parlare dei dipendenti che attendono di capire se saranno confermati: “Viviamo in un Paese democratico e civile e i lavoratori sono tutelati – conclude – la volontà della pubblica amministrazione è stata chiara e comunicata per tempo ed è di adempiere alle legge”.
Sul fronte politico e sulla gestione degli impianti interviene Forza Italia esprimendo forte preoccupazione per la decisione dell’amministrazione comunale di mettere a bando la gestione di piscine, palaghiaccio e centro sportivo di Sagnino senza un confronto chiaro con il Consiglio comunale, le società sportive e i lavoratori.
“È un vero peccato constatare che CSU, nata per gestire e valorizzare gli impianti sportivi cittadini, venga oggi di fatto privata proprio di questo ruolo – spiega il segretario cittadino Davide Gervasoni – Le amministrazioni cambiano e con esse cambiano le scelte e i tempi, ma non possiamo non rilevare con profondo rammarico la fine di un’esperienza che era stata progettata e realizzata per garantire una gestione pubblica e radicata sul territorio. Se l’attuale giunta intende comunque procedere con nuovi gestori privati – aggiunge – riteniamo fondamentale e prioritario che vengano mantenuti prezzi ragionevoli e sostenibili per l’accesso a tali strutture e che siano garantiti benefici concreti per le società sportive comasche e per gli stessi residenti”.


