Il Comune di Como ha tolto la concessione del Lido di Villa Olmo allo storico gestore, Maurizio Locatelli, che dal 1981 si è occupato della struttura assieme a Giorgio Porta, scomparso nel dicembre del 2024. Questa mattina al diretto interessato è arrivata la lettera da Palazzo Cernezzi con la comunicazione ufficiale: la concessione non è stata rinnovata. Il sindaco Alessandro Rapinese lo aveva già annunciato venerdì sera in diretta su Etv. “Sicuramente non ci sarà un’interruzione del servizio”, aveva assicurato il primo cittadino.
E oggi la conferma arriva dallo stesso Locatelli. “Ora vediamo cosa succederà – dice – Nella concessione c’era la possibilità di rinnovo per sei anni con un passaggio in giunta. E’ stata una scelta politica. Mi dispiace anche per la città – continua Locatelli – perché siamo a ridosso della bella stagione. Aprire un bando allungherebbe i tempi. Inoltre, bisognerebbe investire tra i 50 e i 60mila euro per lavori di sistemazione e riqualificazione. Io potrei ripartire domani, – sottolinea – ma il cuore direbbe di no. E’ la seconda volta in sette anni che cercano di mandarmi via”.
Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Alessandro Nardone. “Dopo mesi di incertezza e rinvii, Maurizio Locatelli riceve una risposta negativa a fine febbraio, quando la stagione estiva dovrebbe essere già pianificata. – dichiara Nardone – Per tutto questo tempo è rimasto senza sapere se organizzare personale, investimenti e forniture. Il contratto prevedeva la possibilità di prorogare la concessione senza ricorrere immediatamente a una gara. Quella possibilità era sul tavolo del sindaco ed è stata scartata. Si è scelto invece di andare incontro ad una procedura di gara con tempi incerti. Una decisione che espone la città a un salto nel buio, che peraltro Como ha già conosciuto durante l’amministrazione Lucini, quando la gestione fu sottratta ai gestori storici: il risultato fu un anno di Lido chiuso, con danni economici e d’immagine. Il Lido di Villa Olmo non è una concessione qualsiasi. È la spiaggia di Como, – conclude Nardone – un simbolo cittadino, un punto di riferimento per residenti e turisti, un presidio economico. Chiediamo al sindaco di chiarire tempi, modalità e garanzie della nuova procedura e se esistano già interlocuzioni con soggetti privati per la futura gestione”.


