Banche centrali, fondi di investimento fino alle criptovalute: sono soltanto alcuni dei temi affrontati in occasione dell’incontro organizzato da Confindustria Como, in collaborazione con Limes Club Como – Canton Ticino. Un convegno per fare il punto su un’economia che cambia, inevitabilmente influenzata anche dalle tensioni internazionali. L’ultima in ordine cronologico quella tra Iran e Stati Uniti. “La geopolitica della finanza: dalle banche centrali ai grandi fondi d’investimento e oltre”, è questo il titolo del convegno organizzato nella sede di Confindustria Como, per analizzare un contesto che cambia e condiziona anche le aziende del territorio. Geopolitica e finanza sempre più interconnesse.
Geopolitica della finanza, il convegno di Confindustria Como
Presente per l’occasione anche il banchiere ed ex ministro Corrado Passera. A introdurre i lavori il vicepresidente di Confindustria Como, Alberto Novarese. Fondamentale, come detto, anche la collaborazione con Limes Club Como – Canton Ticino, rappresentato dal presidente Cesare Baj.
“Confindustria Como ha una particolare sensibilità verso i temi della geopolitica”, ricorda il vicepresidente Novarese. “Il tema della finanza però non è mai stato trattato e questa è l’occasione per chiudere il cerchio e informare su un argomento così rilevante, soprattutto ai giorni nostri”.
“Se fino a qualche mese fa potevamo dire di essere in una situazione di grande incertezza, adesso l’incertezza è ulteriormente aumentata, sia dal punto di vista geopolitico – per via delle ultime scelte molte rischiose prese da Usa e Israele – sia dal punto di vista finanziario. Bisogna stare molto attenti”, ha sottolineato il comasco Corrado Passera.
“A noi ha fatto molto piacere organizzare con Confindustria Como questo incontro”, sottolinea Cesare Baj. E ancora: “Abbiamo intercettato le scelte di imprenditori e famiglie, che in questo momento particolare sono sempre più condizionate dai macro-eventi che accadono nel mondo. L’incontro è un’occasione per approfondire e analizzare meglio la situazione”. Un’occasione preziosa per fare il punto in un periodo che anche Baj definisce “di grande incertezza”.
Un’attenzione come detto anche alle nuove tensioni che stanno stravolgendo gli equilibri mondiali, per tracciare un quadro dello scenario e provare a comprendere le conseguenze per le imprese.
“Voglio sperare non sia l’ennesimo caso in cui si facilita la caduta di un regime senza sapere cosa c’è dopo. A volte il dopo è peggiore. Sappiamo chi ci sarà dopo? Questo, soprattutto nel campo dell’energia, potrebbe avere delle ricadute per le aziende. Dire che ho la sensazione che sia stato programmato il dopo sarebbe un po’ una bugia”, commenta Passera.
“Tutto il mondo risente di ciò che sta succedendo”, sottolinea Novarese. “Ci sono aziende maggiormente esposte, che avendo filiali all’estero risentono per prime gli influssi negativi delle tensioni internazionali. Ma nessuno è escluso da ciò che capita, è soltanto questione di tempo prima che le ricadute si fanno sentire su tutte le attività produttive”, conclude il vicepresidente di Confindustria Como.


