Sarebbero dovuti partire domani i lavori che dovrebbero dare un nuovo volto a viale Geno. Un restyling che però, per il momento, resta in stand by. La protesta degli esercenti con sei ricorsi depositati al Tar per contestare i tempi di avvio delle opere costringe a posticipare i lavori. E così la prima fase del cantiere è già destinata a slittare. A fare il punto a Etg+ Sindaco è stato il primo cittadino comasco, Alessandro Rapinese. A stretto giro la replica del Pd: “Grande esperto di bugie”.
Riqualificazione di viale Geno, slitta l’avvio dei lavori: dopo le parole del sindaco, la replica del Pd
“Noi adesso non possiamo partire con i lavori, è la legge che ce lo impone. Dobbiamo attendere la discussione e abbiamo chiesto di anticipare i tempi ma ora non possiamo iniziare”, ha spiegato il sindaco in diretta su Etv. “Secondo me stanno facendo male i conti, se ad aprile arriva l’ok noi poi partiamo e a quel punto non potranno mettere i tavolini a giugno, luglio e agosto”. Tutto rimandato, quindi: bisognerà aspettare metà aprile per capire se e quando si potrà partire con il cantiere, considerando tra l’altro – come ricordato dallo stesso sindaco – che nel periodo invernale certi interventi non possono essere effettuati. Occhi puntati sul 13 aprile, quando è fissata l’udienza sulla sospensiva.
E dopo le dichiarazioni del sindaco Rapinese arriva una nota firmata da Daniele Valsecchi e Stefano Legnani, rispettivamente segretario cittadino e consigliere comunale del Partito Democratico. I due esponenti dem comaschi definiscono il primo cittadino “un mistificatore della realtà dei fatti”. Fino a quando il Tar non si esprimerà non potranno partire i lavori tra piazza Matteotti e piazza De Gasperi, ma per Legnani e Valsecchi “ciò però non corrisponde al vero”.
“I ricorrenti – aggiungono i due esponenti del Pd – hanno chiesto la sospensiva dei lavori prima dell’udienza, ma il presidente del Tar l’ha negata, specificando che, anche se un danno ci fosse, sarebbe comunque risarcibile, e rinviando tutto all’udienza del 13 aprile. Non c’è quindi alcun motivo per non avviare i lavori, se non una scelta prudenziale“, sostengono ancora Valsecchi e Legnani. “Nessuno sa quello che si è effettivamente verificato, dato che il sindaco non ha citato alcun provvedimento con cui il Comune ha sospeso l’inizio lavori. Ma – concludono i due politici comaschi – l’affermazione “è arrivata la richiesta di sospensiva, per legge non possiamo agire” non è vera”. Poi il nuovo attacco rivolto direttamente al sindaco Rapinese: “Quando c’è da prendersi responsabilità, lo schema è sempre lo stesso: scappa in modo vigliacco e si nasconde dietro accuse infondate“, dicono Legnani e Valsecchi.




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