Albate, nuovo polo educativo 0-6 anni. Il Pd al sindaco: “Inutile ironia, pensi a finire i lavori”

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“Le parole del sindaco sembrano tradire l’auspicio di un fallimento del progetto, quasi a voler giustificare a posteriori la raffica di chiusure di asili e scuole che questa amministrazione sta portando avanti con ostinazione”. Così il referente scuole del Pd di Como, Francesco Finizio, dopo le parole pronunciate dal primo cittadino Alessandro Rapinese in diretta su Etv sul futuro polo educativo 0-6 che nascerà ad Albate in via Longhena. La struttura è chiusa ormai da oltre due anni e mezzo. L’opera è legata a un finanziamento da 5,5 milioni di euro ottenuto nell’ambito del Pnrr.

Il termine dei lavori è legato alle scadenze dei finanziamenti e finché il cantiere non sarà finito, non verranno aperte le iscrizioni. Intanto commentando il futuro polo, il sindaco ha detto: “Mi auguro che Albate abbia i bambini da metterci dentro”, il riferimento è alla denatalità e al calo generale delle iscrizioni.

“Invece di deridere il calo delle nascite, un primo cittadino dovrebbe lavorare per creare servizi che invertano la rotta – aggiunge l’esponente dem – Rapinese, al contrario, pare preferire il declino pur di dimostrare di avere ragione. Quell’affermazione non solo è gravemente infelice, è anche tecnicamente infondata perché – sottolinea Finizio – i numeri dell’ex nido Peter Pan contraddicono il sindaco. Infatti, tra il 2021 (anno peraltro ancora caratterizzato dal Covid) e il 2022, il nido operava a pieno regime con un numero superiore ai 30 iscritti. Il calo a 18 bambini del 2023 (a luglio la chiusura) è dovuto all’incertezza generata dall’amministrazione stessa sullo svolgimento di imminenti lavori, che poi imminenti, non sono stati essendo già passati quasi tre anni”.

L’esponente del Pd ricorda, infine, che il nuovo polo 0-6 anni avrà un bacino d’utenza più ampio del precedente nido che accoglieva solo i bambini e le bambine della fascia 0-3 anni. “Contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco – conclude Finizio – il trasferimento delle famiglie a Rebbio ha comportato disagi significativi, peggiorando la qualità della vita per le famiglie di Albate che sono state costrette a immergersi ogni mattina nel traffico per raggiungere via Giussani.  Invece di fare dell’ironia fuori luogo, Rapinese si preoccupi di portare a termine i lavori in via Longhena, che accumulano ritardi che mettono a rischio 5,5 milioni di euro di fondi Pnrr”.