C’è un angolo di provincia, a Camnago, frazione del comune di Faloppio, dove anche solo aprire le finestre o giocare in giardino è diventato un problema. Da circa un anno, infatti, i residenti convivono con nuvole di polvere sottile e rumori martellanti che arrivano dai siti di stoccaggio e frantumazione situati a ridosso delle case.
Il cuore della questione sono i materiali di scavo provenienti dal cantiere della Variante della Tremezzina, il sistema di gallerie in costruzione sulla sponda occidentale del lago di Como. Le rocce vengono trasportate a Faloppio per essere lavorate, ma il processo — secondo i residenti — genera emissioni che preoccupano per i possibili effetti sulla salute dei cittadini. In 550 hanno firmato una petizione denunciando bruciore agli occhi, tosse e irritazioni, e chiedendo verifiche più approfondite.
La mobilitazione dei cittadini ha portato il tema all’attenzione dell’amministrazione comunale. Dopo un confronto con i promotori della petizione, il sindaco di Faloppio, Giuseppe Prestinari, ha inviato una richiesta formale ad Arpa Lombardia, Ats Insubria e Provincia di Como per ottenere una campionatura dei materiali entro dieci giorni, con l’obiettivo di verificare eventuali rischi per la salute.
Come ha spiegato lo stesso sindaco a Espansione Tv, dalla Provincia è già arrivata una risposta: le analisi rientrano nelle competenze di Arpa, mentre né l’ente provinciale né il Comune dispongono degli strumenti per effettuare controlli diretti. Da qui, insomma, la necessità di un quadro chiaro e ufficiale, con dati certi. L’idea è quella, ha ribadito, di avere elementi “nero su bianco” per poter fornire risposte precise ai cittadini.
In passato sono stati attivati tavoli tecnici tra amministrazioni locali ed enti di controllo, ma senza esiti concreti. Anche in questo caso, è stato sottolineato, il confronto si è spesso tradotto in un rimpallo di responsabilità, mentre ai Comuni resta il compito di rispondere ai cittadini.
Il cantiere della Variante della Tremezzina è destinato a proseguire ancora per anni e l’impianto di frantumazione resta collocato in prossimità del centro abitato. Un contesto che, evidentemente, mantiene alta l’attenzione sul territorio e che rende centrale il tema della convivenza tra le attività di cantiere e la tutela della salute dei residenti.


