Lombardia, esplode la cassa integrazione straordinaria. +72,8% in provincia di Como. A Varese i dati peggiori

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Aziende in crisi, problemi che da temporanei iniziano a diventare strutturali e la cassa integrazione straordinaria esplode nel primo trimestre del 2026 in Lombardia. Critica la situazione a Varese con un incremento del 984,9% (cioè 10mila lavoratori in più in un anno), più contenuto il dato di Como che segna comunque +72,8% (+327 dipendenti).

L’allarme arriva dalla 2° Rapporto Uil Lombardia e Uil Milano tra gennaio e marzo nel confronto con lo stesso periodo del 2025.

In un contesto di lieve calo generalizzato, complessivamente il ricorso alla cassa scende del 4%, il quadro territoriale mostra una Regione a più velocità con alcuni punti di fortissima criticità e altri in lieve diminuzione (come ad esempio Lodi, Bergamo e Brescia).

Va evidenziato che la cassa straordinaria – che in Lombardia passa da 7,4 milioni a 12,7 milioni di ore autorizzate (+71,1%) – viene normalmente utilizzata nei contesti di crisi aziendale, riorganizzazione, riconversione produttiva, per questo – spiega la Uil – l’aumento rappresenta un campanello d’allarme molto serio sullo stato di salute del sistema produttivo lombardo. Anche sul versante occupazionale il panorama resta complesso perché sebbene i lavoratori interessati dall’ammortizzatore sociale siano diminuiti (passando da 56.696 a 54.436) si nota uno spostamento pesante dalla cassa ordinaria alla straordinaria. In sostanza – precisa il sindacato – cala la parte più connessa alle flessioni momentanee e cresce quella legata alle situazioni più strutturate e problematiche.

L’industria continua a rappresentare il cuore del ricorso alla cassa integrazione. Le tensioni si concentrano nelle aree a più forte vocazione manifatturiera (Varese, Cremona e Lecco e Como), oggi particolarmente esposte agli shock internazionali, ai costi produttivi e ai processi di riorganizzazione.

“Il dato lombardo – evidenzia Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia – va letto con grande attenzione perché mostra un peggioramento della qualità della crisi.” “La situazione di Varese è, senza giri di parole, quella più preoccupante. Ma segnali pesanti arrivano anche da Como, Cremona e Lecco. Quando cresce la cassa integrazione straordinaria, cresce anche il rischio che la riduzione dell’attività lavorativa si trasformi in perdita del posto di lavoro. Resta inoltre fortissima la preoccupazione per gli effetti del conflitto in atto in Medio Oriente, che continua a produrre instabilità sui mercati, sui costi energetici e sulle filiere produttive. In una regione manifatturiera come la Lombardia, questi fattori – conclude Monteduro -possono tradursi rapidamente in nuove difficoltà industriali e occupazionali”.