Sindacato Uil, a Como tasse locali troppo alte. Nessuna progressività sull’Irpef

A Como e Lecco le tasse locali sul reddito pesano di più che altrove in Lombardia, e a farne le spese sono soprattutto lavoratori e pensionati con redditi medio-bassi. È la denuncia contenuta in uno studio della Uil nazionale sulle addizionali Irpef, presentato oggi dalla struttura regionale del sindacato. Le addizionali sono una quota aggiuntiva di imposta sul reddito che ogni comune può applicare ai propri residenti, e il suo peso dipende da scelte che fa direttamente l’amministrazione comunale, ogni anno, in sede di approvazione del bilancio.

La Uil ha confrontato le scelte di ogni capoluogo lombardo su 2 fronti: la soglia di esenzione, cioè il reddito sotto il quale non si paga nulla, e il modo in cui l’imposta viene calcolata su chi quella soglia la supera. Il comune di Como ha fissato la soglia a 15.000 euro, con un’aliquota dello 0,8% applicata in modo uniforme a tutti i redditi superiori. Il problema, spiega il coordinatore territoriale della Uil Lario Dario Esposito, è proprio l’assenza di progressività: senza scaglioni, chi guadagna appena oltre la soglia viene tassato esattamente come chi ha un reddito molto più alto. Una scelta che, secondo Esposito, finisce per colpire in modo sproporzionato i redditi bassi e medi. Altri comuni lombardi, come Mantova, Lodi e Pavia, hanno invece adottato un sistema a scaglioni in cui l’aliquota sale gradualmente al crescere del reddito, avvicinandosi al principio costituzionale della capacità contributiva.

La Uil chiede dunque ai sindaci di Como e Lecco di aprire un confronto nell’ambito della contrattazione sociale territoriale, per alzare le soglie di esenzione e introdurre la progressività locale, distribuendo il carico fiscale in modo più equo tra i cittadini.