Turismo di massa a Barcellona come a Como. Valesi: “Città snaturata e identità a rischio”

Sagrada Familia

Residenti sul piede di guerra contro il turismo indiscriminato che prende d’assalto e, snatura, le bellezze di Barcellona. Per questo il Comune ha deciso di mettere in atto una serie di misure per proteggere la vita del quartiere. Quindi: aumentano i controlli, la tassa di soggiorno e le limitazioni per i dehors nelle zone più centrali della città, si introducono agevolazioni per i residenti ed è previsto lo stop a oltre 10mila licenze di case vacanza contro un turismo mordi e fuggi che lascia poco e costa molto.

Si perde l’identità di un territorio, piccoli artigiani e botteghe storiche costrette ad abbassare le serrande per lasciare spazio a souvenir tutti uguali, alla cosiddetta paccottiglia che piace al turista ma non a chi nel centro storico ha da sempre un’attività. Per il professore che ha fatto di Barcellona la sua seconda casa “è una tragedia dal punto di vista estetico e contenutistico”.

Una città sempre più a misura di turista e sempre meno a misura di cittadino. Un grande parco divertimenti in cui troppo spesso l’inciviltà dilaga e le regole diventano un optional. Fondamentale, quindi, tutelare chi Barcellona la vive tutti i giorni, decentrare i flussi, mantenere vivi i quartieri, con scuole aperte, piccole botteghe, farmacie e mercati. Un appello che arriva forte anche a oltre mille chilometri di distanza, a Como, dove il turismo indiscriminato porta con sé troppi anche incivili. Una città ben diversa per dimensioni, numero di abitanti e conformazione, ma che ha diversi problemi in comune con Barcellona, dalla chiusura dei negozi di vicinato al dilagare delle case vacanza, soltanto per fare qualche esempio. A fare il punto è Marco Valesi, docente University of Essex e guida turistica a Barcellona.