Lo scontro tra Comune di Como e Yacht Club approda al Tar. L’associazione sportiva depositerà nelle prossime ore al tribunale amministrativo della Lombardia un ricorso per bloccare lo “sfratto”. Palazzo Cernezzi ha comunicato la decadenza della concessione stipulata fino al 2029 e il sodalizio chiede di sospendere il provvedimento.
“Il ricorso è definito, rispondiamo punto per punto alle contestazioni mosse dal Comune – dice il presidente dello Yacht Club Gioacchino Favara – Ribadiamo l’appello al dialogo, che fino ad opra non c’è stato. Nel frattempo non possiamo che rivolgerci al tribunale per chiedere la sospensione del provvedimento di Palazzo Cernezzi che comunica la decadenza della concessione”.
Tra i punti contestati da Palazzo Cernezzi, l’affidamento all’esterno del ristorante, l’attività commerciale e la vendita del carburante. “Rispondiamo punto per punto alle contestazioni – dice Favara – Innanzitutto la nostra attività ruota attorno allo sport e la parte commerciale non è affatto prevalente. La ristorazione di fatto è da sempre affidata all’esterno. Dal 1954 non gestiamo il ristorante e sarebbe improprio il contrario. Una società sportiva non può gestire direttamente un’attività di ristorazione, che diventerebbe prevalente sul resto”.
“La vendita di carburante fino agli anni Novanta era rivolta solo ai soci – continua il presidente dello Yacht Club Como – Era stato poi chiesto all’associazione di svolgere di fatto una sorta di servizio pubblico e di aprirla all’esterno in mancanza di altre stazioni di servizio sul lago nel primo bacino e così abbiamo fatto. Non è certo la nostra priorità e potremmo tornare al solo uso interno se ci fosse chiesto”. “C’è infine il tema del pontile che per il Comune sarebbe abusivo – aggiunge Favara – Non c’è alcun abuso. La struttura è presente e utilizzata dal 1931 ed è stata sempre prevista nella concessione”.
A decidere ora sarà il Tar. “Chiediamo di sospendere il provvedimento e siamo fiduciosi – conclude Favara – perché dimostriamo con gli atti che abbiamo diritto alla concessione”.


