“Il Como non prende posizioni su questioni relative a infrastrutture pubbliche e si rimette alle decisioni del Comune e delle autorità competenti”. Con uno stringato comunicato stampa il club azzurro dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Il tema è sempre lo stesso: la riqualificazione dello Stadio Sinigaglia e la decisione dell’amministrazione di chiudere, e poi abbattere, la scuola primaria Corridoni per trasformarla in un parcheggio. Una volontà espressa, e ribadita solo poche settimane fa, dal sindaco Alessandro Rapinese.
Nelle scorse ore – con l’intento di ricucire i rapporti tra società e famiglie – è stato il presidente del Consiglio di Istituto “Como Borgovico”, Simone Molteni, a intervenire spiegando ai microfoni di Etv (rivedi qui l’intervista) di aver parlato di recente con il presidente ed esponente della proprietà indonesiana della società Mirwan Suwarso il quale gli ha assicurato che nel progetto del nuovo impianto “non c’è la necessità e non sono loro a richiedere che la Corridoni diventi un parcheggio per lo stadio” aggiungendo: “Mi ha autorizzato a dirlo ai genitori, quindi lo dico”.
A questa intervista ha fatto seguito la nota del Como che, con una velocità che ha pochi eguali nel recente passato, si è affrettato a chiarire alcuni punti senza tuttavia smentire nulla in concreto. In quello che sembra più un tentativo – nemmeno troppo velato – di salvaguardare i rapporti con il Comune, senza però, al contempo, “inimicarsi” i genitori.
“In merito alle recenti notizie riportate dai media, è importante chiarire che il presidente Mirwan Suwarso è stato avvicinato spontaneamente mentre camminava per strada a Como”. Si legge nel comunicato a sottolineare che non c’è stato un appuntamento formale. “Durante questo breve scambio, Suwarso ha specificato di rifiutarsi di partecipare a qualsiasi discussione relativa a questioni comunali o dibattiti cittadini in corso”. E questo era, peraltro, già emerso. Poi ancora si legge: “Il Como 1907 non prende posizione su questioni relative alle infrastrutture pubbliche o alla pianificazione urbana e si rimette interamente alle decisioni dell’amministrazione comunale e delle autorità locali e nazionali competenti”. E la dichiarazione finale che arriva è: “Da questo incontro non si deve trarre alcuna conclusione sulla posizione del club in merito a specifiche questioni urbanistiche”.
Del resto nel progetto presentato dalla Società della Corridoni non si è mai parlato e non è mai parsa una condizione necessaria per procedere e – di fatto – le parole riferite dal presidente del Consiglio di Istituto Molteni non hanno fatto altro che confermarlo.


