Setificio di Como, spray al peperoncino a scuola. Il preside: “Nessuna restrizione, ma troppa superficialità”

Spray al peperoncino a scuola. È successo di prima mattina, intorno alle 9, al Setificio di Como. Restano da chiarire diversi dettagli attorno alla vicenda, le indagini sono in corso e al momento non è dato a sapere se si sia trattato di uno scherzo tra compagni o del gesto di un singolo che volutamente ha deciso di infastidire studenti e insegnanti. Resta ai margini, invece, l’ipotesi di un errore. Si tratterebbe piuttosto di un gesto doloso. È quanto emerge dalla ricostruzione del preside dell’istituto Paolo Carcano, Gianluca Mandanici, che – a nome della scuola – si è già recato in questura e ha sporto denuncia contro ignoti. In attesa di delineare i contorni dell’accaduto, torna al centro del dibattitto il tema della sicurezza nelle scuole.

Setificio di Como, spray urticante a scuola: l’appello a una riflessione più ampia e profonda

Il bilancio parla di cinque persone soccorse. Sul posto, in via Castelnuovo, sono arrivate due ambulanze e un’automedica oltre ai vigili del fuoco, alla polizia e ai carabinieri. Hanno avuto bisogno di cure quattro studenti, tra i 15 e i 19 anni, e un tecnico della scuola, anche se altri alunni e docenti hanno sentito gli effetti dello spray urticante. Resta da capire se si sia effettivamente trattato di uno spray al peperoncino o di un gas simile, quel che è certo – spiega il dirigente scolastico – è che diverse persone, tra studenti e docenti, hanno accusato fastidi, colpi di tosse e bruciori. E poteva andare anche peggio, se fosse successo – per esempio – durante l’intervallo. Al contrario, precisa Mandanici, “il fatto fortunatamente è avvenuto in un momento di bassa concentrazione di studenti in quell’area della scuola, anche se il gas si è poi diffuso con rapidità”. Un episodio simile purtroppo si era già verificato lo scorso novembre, in un’altra zona della scuola.

I vigili del fuoco hanno evacuato soltanto il seminterrato e le ambulanze non hanno trasportato nessuno in ospedale. Ma il tema merita una riflessione più ampia. “La vendita e l’acquisto dello spray al peperoncino è legale – precisa il preside del Setificio – ma il fatto che venga usato in ambienti chiusi come la scuola è allarmante. Non soltanto per una questione di sicurezza e di salute – aggiunge – ma anche per l’aspetto educativo che ne sta alla base. Serve un compromesso tra il diritto individuale e quello della collettività. Non intendiamo ora intervenire con misure restrittive – sottolinea – ma c’è bisogno che tutti noi, dalla scuola ai genitori, facciamo una riflessione più strutturata. Vengono commesse azioni con superficialità, senza pensare alle conseguenze. In molti giovani – conclude il preside del Setificio – manca la percezione di pericolosità“. La buona notizia è che nessuno ha riportato conseguenze serie, ma resta aperto un dibattitto che è prima di tutto educativo.