Un lago di affari, l’oro blu di Como. Gite in barca, un business che fa gola anche all’estero

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L’oro blu di Como, esplode il business delle barche private e gli occhi del mondo (o meglio dire gli interessi economici) sono puntati sul primo bacino del lago. Mentre i turisti arrivano incantanti dai paesaggi mozzafiato e desiderosi di scattare gli immancabili selfie da portare a casa, si ampliano gli investimenti immobiliari, aumentano i servizi su misura e gli incassi sono sostanziosi. Del resto la domanda regola l’offerta, più cresce la richiesta più si spinge sull’acceleratore e a imprimere la spinta è un turismo internazionale che punta a vivere esperienze esclusive e cosa c’è di più esclusivo di vivere il Lario dal Lario. Tra Como, Cernobbio, Laglio e Torno l’acqua – con la bella stagione – diventa un’autostrada dell’hospitality di alta gamma. Per molti clienti stranieri il taxi boat è una tappa obbligata: rapida, riservata, personalizzata e scenografica. E negli anni il settore è cresciuto. I bene informati da tempo sostengono che il momento d’oro che sta vivendo Como fa gola anche ai grandi gruppi internazionali che avrebbero gettato i semi in attesa di raccogliere i frutti.

Gli storici operatori nautici, intanto, cercano di mettersi al riparo e questo perché insieme al boom crescono anche le criticità: navigazione selvaggia, abusivi, promoter insistenti e pressione sui residenti.Le attività di “noleggio da diporto”, cioè i taxi boat, di recente hanno aderito a ConfCommercio Como che ha creato un network digitale attraverso il quale il turista che alloggia in una struttura ricettiva può direttamente prenotare il servizio. “Sono oltre 300 le aziende attive in questo momento sul Lago di Como e non è accettabile che per il comportamento di pochi ne vada dell’immagine di tutti i colleghi che si comportano correttamente” spiega Pietro Peddone a nome dell’Associazione noleggio da diporto che ritiene insufficienti i provvedimenti dell’amministrazione comunale, il riferimento è alle multe per i buttadentro che, pur inasprite, non sembrano scoraggiare più di tanto. “C’è un’ordinanza e va rispettata fino a quando le regole non verranno cambiate” aggiunge. Infine l’appello ai colleghi “indisciplinati” a evitare condotte “che intacchino la reputazione e l’onorabilità della categoria”.

Supporta i consorzi e le imprese locali il presidente dello Yacht Club di Como, Gioacchino Favara, che ben conosce la situazione e ne segue da vicino l’evoluzione. “Chi lavora seriamente, in sicurezza e paga le tasse va sostenuto. Aumentare i pontili, tutelare le imprese lariane che guadagnano, investono e spendono sul territorio a mio avviso deve essere la priorità, gli eventuali grandi colossi interessati – dice – sono senz’altro più strutturati e hanno capitali ingenti ma manovrano tutto dalle sedi societarie che hanno all’estero che vantaggi ci portano? – si chiede Favara – a Como dobbiamo stabilire in che direzione andare: vogliamo solamente massimizzare i profitti o vogliamo tutelare chi vive e lavora qui. Dobbiamo decidere – conclude Favara – che ruolo giocare in questa delicata, ma decisiva, partita”.