“Il punto non è quanti turisti arrivano, ma cosa resta ai comaschi”. Dibattito sulla vocazione turistica del capoluogo lariano ieri sera allo Yacht Club Como. Un confronto che ha coinvolto operatori, rappresentanti delle categorie, esponenti del territorio e cittadini, per riflettere su un tema cruciale per il futuro della città, con un’attenzione anche sulle periferie.
La serata è stata organizzata da Fratelli d’Italia e Alessandro Nardone, coordinatore cittadino del partito, ha aperto gli interventi proprio partendo dalla necessità di superare una gestione frammentata del fenomeno turistico: “Il punto non è quanti turisti arrivano, ma cosa resta ai comaschi – ha detto – Se il turismo genera valore, quel valore deve tradursi in più servizi e in costi più accessibili, in centro come nei quartieri. Il turismo deve migliorare la vita dei comaschi, non complicarla”.
Una visione condivisa è una necessità sottolineata da più parti. “Il turismo è certamente un elemento fondamentale per Como – ha sottolineato Fabio Dadati, delegato al turismo della Camera di Commercio Como-Lecco – Sarebbe però un errore investire esclusivamente su questo settore. E’ necessario trovare la capacità di fare sistema”. Linea sostenuta anche dal presidente di Confesercenti Claudio Casartelli. “Como deve trovare il coraggio di osare, senza lasciarsi più condizionare dagli errori del passato – ha detto – Il turismo nel tempo ha portato benefici anche ai piccoli commercianti”.
Christian Ponzini, intervenuto in rappresentanza di Cna, ha posto l’attenzione su alcune criticità operative: “Le istituzioni dovrebbero applicare correttivi, ad esempio nel trasporto pubblico a favore dei residenti – ha detto – Alcune località, come Bellagio, sono ormai sature e serve ripensare anche tariffe oggi forse troppo vantaggiose”.
Matteo Planta, presidente del Consorzio Nautica Lago di Como, ha evidenziato una situazione di crescente tensione: “Siamo i primi a voler regolamentare il fenomeno dei taxi boat, per una questione di ordine, decoro e sicurezza – ha detto – Ma non siamo mai stati ascoltati e oggi lavoriamo in un clima di forte esasperazione, venendo considerati delinquenti quando siamo imprenditori del territorio”.
“È indispensabile lavorare insieme a cittadini e corpi intermedi per costruire una visione complessiva della città – ha concluso il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari – Per farlo serve una nuova amministrazione che rimetta al centro l’ascolto e la condivisione, così da arrivare a soluzioni davvero efficaci anche grazie al contributo degli operatori”.
Como e il turismo: “Risorsa da gestire”. Dibattito sulla vocazione della città allo Yacht Club



