Giardini a Lago, si attende la Soprintendenza. Rapinese: “Chiedo a Gaddi”. Il consigliere di FI: “Volgari insinuazioni”

“Siamo alla sesta settimana e la Soprintendenza non ha risposto. Chiamerò Gaddi, visto che lui ha buoni rapporti, e gli chiederò di mettere una buona parola”. Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, in diretta su Etv, è tornato ad appellarsi alla Soprintendenza, tirando in mezzo anche il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, per ricevere le risposte tanto attese che permetterebbero di procedere con una parte dei lavori in stand by ai Giardini a Lago. Manca infatti ancora l’ok alla perizia di variante per l’area che affaccia sullo Stadio Sinigaglia. Variante che include anche il “tema ciliegi”, le piante tagliate lungo il cannocchiale del Tempio Voltiano e destinate ad essere sostituite con i peri.  

A stretto giro, il consigliere Gaddi ha affidato ai social una dura replica alle parole di Rapinese.

“Avverto il sindaco – si legge nel post – esprima su di me tutti i giudizi politici che preferisce e troverà da parte mia sempre la più dura e immediata reazione. Ma la prossima volta che dovesse permettersi di alludere a presunte mie ingerenze, influenze o rapporti preferenziali con la Soprintendenza, la risposta non sarà più soltanto politica, ma anche e soprattutto legale nelle sedi opportune. La mia integrità nei rapporti con l’Ente di tutela dello Stato è assoluta – ha continuato Gaddi – e non può essere messa in discussione dalle volgari insinuazioni di Rapinese. Respingo quindi con decisione le sue reiterate illazioni e ricordo che la Soprintendenza ieri era la Bibbia, oggi è un nemico da trascinare davanti al Consiglio di Stato, sempre per volontà dello stesso Rapinese. Quindi basta alibi, – ha concluso – il gravissimo e ingiustificato ritardo di oltre un anno nella consegna del cantiere dei giardini a lago è interamente imputabile al Comune”.