Nuova polemica tra Italia e Svizzera, questa volta a suon di parcheggi (illegali). La sosta selvaggia, va detto, non ha confini. A parcheggiare selvaggiamente spesso sono gli italiani, ma si può dire lo stesso per gli svizzeri e non solo. Questa volta è successo in centro a Como e a lanciare l’ennesima stoccata all’Italia è il deputato della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, che sui suoi social denuncia la disparità di trattamento tra svizzeri e italiani. Lo ha fatto con una foto che mostra un’auto con targa ticinese con tanto di multa e ganasce, mentre alle sue spalle l’auto italiana ha la sanzione ma non i blocchi alle ruote.
“Ganasce: è tempo di restituire la cortesia”, scrive Quadri. “All’auto con targa ticinese, palesemente parcheggiata in divieto, sono state applicate delle ganasce. Che però non si vedono sull’auto italica posteggiata dietro, altrettanto abusivamente. Quest’ultima è stata solo multata”, aggiunge il leghista ticinese, che poi sottolinea: “La disparità di trattamento è manifesta. Si dirà che l’obiettivo è garantire che la contravvenzione venga saldata sul posto. Tuttavia non risulta che in Ticino, alle targhe azzurre posteggiate in modo abusivo, e ce ne sono a mazzi, vengano applicate delle ganasce. Multe sì, ovviamente, ma ganasce no”. Da qui la proposta di Quadri, con tanto di polemica non poi così soffusa: “È tempo di restituire la gentilezza: anche alle nostre latitudini la polizia deve dotarsi di ganasce, che si potrebbero pitturare a strisce verdi-bianche-rosse, da applicare alle targhe azzurre in divieto”.
“Oltre 32mila frontalieri presenti in Ticino provengono dalla provincia di Como”, ricorda Quadri, che si dice stanco di farsi “prendere a pesci in faccia da chi ha uno stipendio grazie al nostro Cantone e poi ci odia”. Polemiche a parte, quel che è certo è che gli incivili non conoscono confini e, al di là del Paese di provenienza, sarebbe utile fare del buon senso una regola imprescindibile, a casa propria come all’estero.


