Ristorni a rischio e crisi diplomatica con la Svizzera, Patto per il Nord: “Un disastro annunciato”

“Un disastro politico annunciato che porta firme precise e trasversali, da Roma a Milano, e di cui oggi i nostri Comuni di confine e i nostri frontalieri rischiano di pagare l’intero, salatissimo, conto”: è il duro attacco, contenuto in un comunicato diffuso nelle scorse ore dagli esponenti di Patto per il Nord, sull’intenzione annunciata ormai da diverse settimane dal Canton Ticino di bloccare i ristorni fiscali.
“Non possiamo restare in silenzio di fronte a questo scempio istituzionale”, scrive Jonny Crosio, vice segretario federale di “Patto per il Nord”, che ricostruisce anche la genesi di questa crisi. “Nel 2017 fu l’allora Partito Democratico, sotto la segreteria di Matteo Renzi, a decidere deliberatamente di smantellare un trattato internazionale che funzionava benissimo, mosso dall’esclusiva necessità di far incassare più soldi alle casse dello Stato centrale, a discapito dei territori. – sottolinea Crosio – Poi la situazione è precipitata: tutti i governi che si sono succeduti hanno avallato questa linea suicida. Fino ad arrivare all’ennesima beffa: con l’attuale Governo Meloni, la ratifica della modifica al nuovo accordo fiscale è stata votata all’unanimità da tutte le forze politiche in Parlamento”.
Dopo Roma, il dito viene puntato contro Regione Lombardia. “L’introduzione della cosiddetta “tassa sulla salute” per i vecchi frontalieri è il capolavoro in negativo di questa legislatura regionale. – sottolinea Crosio – Si tratta di un’autentica sciocchezza legislativa, palesemente incostituzionale, concepita talmente male che la vicina Regione Piemonte si è ben guardata dall’applicarla. È ormai palese a tutti che questa folle volontà di tassare i frontalieri non starà mai in piedi giuridicamente e dovrà essere mestamente abbandonata”.
Da qui, arriva la richiesta diretta al presidente Attilio Fontana e alla sua giunta: “Il Patto per il Nord esige l’immediato e definitivo stralcio di questa scellerata tassa regionale – conclude Crosio – e l’apertura di un tavolo per ricucire i rapporti istituzionali, prima che il danno per i bilanci dei nostri Comuni diventi irreversibile”.