Dalla caldaia al pane, rincari fino a 4 miliardi l’anno. Diodato: “Da Como alla Brianza, gravi danni per gli artigiani”

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La guerra in Iran pesa sulle tasche dei comaschi e non solo. L’impennata dei prezzi non riguarda soltanto carburante, luce e gas: il carrello della spesa è sempre più costoso e meno pieno. È l’effetto della crisi internazionale che è causa di extra costi tra i 3 e i 4 miliardi l’anno. È quanto emerge da una analisi della Cna sugli effetti del rincaro di petrolio, carburanti ed energia sulle piccole imprese.

I rincari pesano soprattutto sulle attività di prossimità, cioè quelle che ogni giorno entrano nelle case degli italiani, consegnano prodotti, effettuano manutenzioni, servizi e assistenza tecnica. L’aumento medio del gasolio può arrivare a quasi 1.000 euro l’anno per un artigiano con un furgone, che sale a 1.900 per una microimpresa con due furgoni e a 2.900 per una con tre furgoni. Il trasporto resta il settore più complito: Cna stima un aumento annuo che supera i 1.600 euro per un Ncc e raggiunge i 2.000 euro per un taxi. Va peggio a una piccola impresa del trasporto merci, con extra costi fino a 10mila euro annui. Stime confermate anche dall’Ufficio studi della Cgia, secondo cui nell’arco di tre mesi il caro gasolio è costato all’autotrasporto oltre 2 miliardi di euro. Il prezzo del diesel alla pompa ha subito un aumento del 18,5%. A risentirne è soprattutto la Lombardia, che con 258 milioni di euro registra i rincari più alti d’Italia.

Insomma, con la crisi del Golfo tutto è diventato più caro: costa di più la manutenzione della caldaia, la consegna del pane, i piccoli cantieri. L’impatto riguarda in particolare le attività che non possono ridurre gli spostamenti perché il loro lavoro coincide con la mobilità e non può farne a meno. I rincari pesano su chi vive di chilometri e non può spegnere i motori, mentre attività come panifici, lavanderie, gelaterie e laboratori artigiani devono far fronte a un altro salasso, l’ennesimo: quello dei costi energetici e delle consegne. E tra i territori più colpiti c’è proprio la Lombardia, dove sono molte le piccole imprese.

“Le tensioni geopolitiche internazionali si stanno scaricando sulle strade e sulle aree produttive del nostro territorio – commenta il Presidente CNA Lombardia Nord-Ovest, Pasquale Diodato – Tra Como, Lecco, Varese e la Brianza, il modello economico si basa su una fitta rete di laboratori e servizi che si muovono ogni giorno su gomma: per i nostri artigiani – sottolinea Diodato – il furgone non è un lusso, ma il prolungamento dell’officina“.

Per questo, gli artigiani chiedono al Governo misure rapide per evitare che l’instabilità internazionale sia l’ennesimo scossone per le piccole imprese del territorio, che faticano a restare competitive.