Il sistema produttivo comasco tiene nonostante l’incertezza causata dalle tensioni internazionali. Complessivamente stabili i livelli di attività e occupazione, tengono anche il fatturato e l’export. Non mancano però le criticità legate al conflitto in Medio Oriente, che – tra rincari e instabilità geopolitica – continua a pesare sull’economia del territorio. Costi energetici e materie prime sono in aumento e a risentirne sono anche le aziende lariane, soprattutto quelle impegnate nel settore tessile. “Le imprese comasche confermano comunque una buona capacità di adattamento e tenuta sui mercati esteri, ma prevale un atteggiamento di prudenza, con un aumento delle ipotesi di rallentamento“. A dirlo è Gianluca Brenna, presidente di Confindustria Como, che commenta così quanto emerso dall’Osservatorio congiunturale rapido relativo al mese di marzo 2026, realizzato dal centro studi di Confindustria Como e di Confindustria Lecco e Sondrio.
Tra le imprese comasche prevale la stabilità: gli ordini interni, in particolare, si mantengono in linea con il mese precedente per il 43% (42,9%) del campione, in aumento per il 23,8% e in calo per un’impresa su tre (33,3%). La domanda estera è considerata stabile per il 44% (43,9%) delle realtà comasche, in calo per quasi il 30% (29,3%) e in crescita per il restante 26,8%. Per tre aziende su cinque, pari al 60%, resta stabile anche l’attività produttiva. Migliora il tasso medio di utilizzo degli impianti di produzione, che raggiunge il 77,2%. Stabili l’occupazione e le aspettative occupazionali. Dati positivi sul fronte del fatturato, che si attesta in crescita sia per l’export sia per quanto riguarda le vendite in Italia. Segnalato, invece, un inasprimento dei prezzi delle materie prime da oltre il 77% delle aziende, cioè oltre tre realtà su quattro, che hanno dovuto far fronte a un sostanziale inasprimento dei prezzi causato dal contesto geopolitico internazionale. Ad aggravare il quadro sono i rincari di gas ed energia, oltre al petrolio.
“La priorità resta quella di preservare la capacità competitiva del sistema produttivo, in un contesto che continua a presentare elementi di forte incertezza e pressioni significative sui costi”, sottolinea il presidente di Confindustria Como. “La tenuta dimostrata dalle imprese è un segnale importante – aggiunge – ma richiede di essere accompagnata da condizioni sempre più stabili per poter essere mantenuta nel tempo”.



