Poco più di un mese al via della Champions 2026-2027, alla quale, dopo il quarto posto in campionato, parteciperà anche il Como.
La partenza è prevista il 7 luglio con il primo turno. Ci saranno una serie di giornate per scremare le squadre che poi saranno ammesse alla fase di campionato – con in campo i biancoblù di mister Cesc Fabregas – che scatterà l’8 settembre.
Un torneo, quello preliminare, che presenta inizialmente confronti con squadre sconosciute o matricole come i sanmarinesi del Tre Fiori, i maltesi del Floriana o gli armeni dell’Ararat, ma che con il passare delle giornate vedrà protagonisti club ben noti che cercheranno un posto nella fase più importante. Qualche nome, la Stella Rossa Belgrado, lo Slovan Bratislava, la Dinamo Zagabria, l’Olympiakos, il Lione, il Celtic e i campioni svizzeri del Thun, la matricola che nell’ultimo campionato ha sorpreso tutti e ha conquistato lo scudetto rossocrociato.
Si arriverà così al sorteggio del 27 agosto, con il Como e le altre squadre italiane – Inter, Napoli e Roma – che conosceranno i loro avversari. I nomi più noti e famosi ci sono tutti: il Psg, vincitore delle ultime due edizioni della Champions, Real Madrid, Barcellona, Arsenal, Liverpool – che i lariani potrebbero presto incontrare in amichevole – Bayern Monaco, Stoccarda, Psv Eindhoven, Porto e Feyenoord, tra le altre.
La fase di campionato della Champions League si articolerà in otto giornate: la prima tra 8 e 10 settembre 2026. Ogni formazione giocherà 8 partite contro avversarie differenti, con classifica unica. Le prime 8 si qualificheranno agli ottavi, mentre le squadre dal 9º al 24º posto si affronteranno in un play-off a eliminazione diretta per accedere alla fase successiva. Un cammino che porterà alla finalissima del 5 giugno allo stadio Metropolitano di Madrid, l’impianto dell’Atletico, che pure è tra le partecipanti.
L’obiettivo dei dirigenti del Como è far disputare le sfide interne al Sinigaglia e far sentire sulle rive del lago l’iconico inno della Champions. Le opere di adeguamento alla curva Ovest – la Uefa chiede una sezione in muratura – hanno preso il via da settimane. Giovedì scorso sono state fatte prove di integrità del materiale ed è stata montata la struttura per le prove di carico. Venerdì è stata la volta di indagini geotecniche e strutturali. Lavori preliminari eseguiti per misurare la resistenza del terreno e per valutare la tenuta e l’integrità di elementi costruttivi conficcati in profondità.
Da mercoledì, dopo i giorni di pausa per il ponte del 2 giugno l’attività sarà intensificata. Si procederà a pieno ritmo con l’obiettivo di chiudere i 125 pali di fondazione in un paio di settimane. Un lavoro delicato, con le fondamenta che, nelle intenzioni del club, saranno poi parte del nuovo stadio. Non soltanto: sarà allargato il terreno di gioco di due metri e mezzo – altra richiesta della Uefa – Uno spazio che sarà guadagnato nella parte sotto la tribuna centrale, con l’arretramento delle panchine e del tunnel d’ingresso.
Altri lavori di adeguamento riguarderanno il settore riservato alla stampa, le aree hospitality e autorità. Andranno risistemati anche i servizi igienici e la gestione del flusso degli spettatori.
In caso qualcosa non dovesse quadrare, l’impianto di scorta è già stato indicato, il Mapei Stadium di Reggio Emilia.



