Al comasco spesso non basterebbe tutto il lago per mantenere la calma quando si mette al volante. Tra chi cerca un parcheggio in centro, chi affronta la Regina in un weekend di sole o chi resta imbottigliato nel traffico, le occasioni per innervosirsi quotidianamente non mancano. E la conferma arriva anche dall’Osservatorio Sara Assicurazioni: quasi 1 comasco su 2 dice che sulle nostre strade manca la gentilezza.
La scena la conosciamo tutti. Un automobilista sta cercando di parcheggiare, fa una manovra in più del previsto e chi aspetta dietro perde subito la pazienza invitandolo a darsi una mossa. È questo il comportamento che dà più fastidio in assoluto: il 39% dei comaschi vorrebbe vedere molta più tolleranza verso chi è in difficoltà. Subito dopo c’è un gesto che sembra essersi perso per strada: dire grazie. Quel piccolo cenno con la mano dopo che qualcuno ci lascia passare. Un’automobilista su 3, pari al 37%, vorrebbe vederlo più spesso. Sul podio finiscono anche le reazioni esagerate. Il 35% degli intervistati dice basta a insulti, gesti plateali e scenate per un sorpasso o una precedenza mancata. E poi il clacson. Per un comasco su 5 viene usato troppo e troppo in fretta. La stessa percentuale chiede anche più rispetto per i pedoni e per le precedenze. Per i comaschi, quindi, la mobilità del futuro non passa soltanto dalla tecnologia, il vero cambiamento dovrebbe partire proprio da chi è al volante.
E pensando alla città di domani, le richieste dei comaschi sono molto concrete. Al primo posto più parcheggi per il 40% degli intervistati, poi strade più sicure e trasporto pubblico più efficiente. Seguono riduzione del traffico (36%), con meno auto nel centro (26%) e aree per pedoni e ciclisti (18%).
In attesa che la tecnologia faccia la sua parte e le amministrazioni la loro, gli automobilisti possono dotarsi fin da subito di due optional: il “grazie” e il “prego”. Non costano nulla e valgono quasi quanto un pieno di benzina.


