Crans-Montana, l’esito delle autopsie: le sei vittime italiane non avevano bevuto né assunto droghe

Strage di Crans-Montana, le sei vittime italiane non avevano bevuto né assunto droghe. È quanto emerso dalle autopsie disposte sulle vittime dalla Procura di Roma.

Strage di Crans-Montana, l’esito delle autopsie aggrava la posizione dei Moretti

Gli esami tossicologici hanno dato esito negativo per droghe e per alcool. Alcuni ragazzi sono morti per le gravi ustioni riportate, altri per inalazioni del fumo. I giovani connazionali rimasti intrappolati la notte di Capodanno nel locale di Crans-Montana non erano quindi ubriachi e si sarebbero potuti salvare se le vie di fuga fossero state aperte. I sei ragazzi italiani, tra cui Sofia Prosperi che studiava a Fino Mornasco, avrebbero cercato le uscite con lucidità, ma non le hanno trovate per cause indipendenti dalla loro volontà.

Un quadro che aggrava la posizione dei coniugi Moretti, titolari del locale, già accusati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Escluso quindi un concorso di colpa. Un passaggio fondamentale per l’inchiesta, ancora in corso. Nei prossimi giorni la Procura acquisirà la documentazione esaminata a Sion e i dati emersi dalle autopsie saranno consegnati al pubblico ministero titolare del fascicolo aperto a Roma per accertare – parallelamente alle indagini condotte in Svizzera – le cause, la dinamica e la responsabilità dell’incendio in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite.

Al momento, in Italia i titolari de Le Constellation risultano indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposi. Ma l’inchiesta potrebbe allargarsi. Intanto gli avvocati delle famiglie delle vittime chiedono alla Procura di indagare i proprietari del locale per omicidio con dolo eventuale.