Cgil Como, Cisl dei laghi e Uil Lario hanno diffuso ieri un comunicato congiunto per chiedere la piena applicazione dell’ordinanza regionale sul caldo, in vigore in Lombardia dal 10 giugno al 23 settembre. Il provvedimento vieta l’attività lavorativa nelle ore centrali della giornata, dalle 12.30 alle 16, nei settori più esposti come l’edilizia, l’agricoltura e le cave, quando le temperature toccano livelli di rischio elevato. Le tre sigle ricordano che nel Comasco i valori di questi giorni sono già critici e le previsioni indicano un ulteriore aumento.
Il richiamo dei sindacati, dunque, non si ferma ai settori coperti dall’ordinanza. Cgil, Cisl e Uil chiedono alle aziende di intervenire anche nei magazzini, nei piazzali e in tutti gli ambienti chiusi dove la ventilazione è insufficiente. Tra le misure richieste ci sono la riorganizzazione degli orari, pause regolari, acqua potabile sempre disponibile e l’aggiornamento della valutazione dei rischi aziendali. Le organizzazioni invitano poi lavoratrici e lavoratori a segnalare alle proprie categorie ogni situazione in cui queste tutele non vengano rispettate.
Guardando invece alla salute di chi lavora, i sindacati richiamano l’attenzione su alcuni segnali da non sottovalutare nei giorni di caldo intenso, come affaticamento anomalo, vertigini, nausea e confusione. In presenza di questi sintomi, spiegano, l’attività va interrotta subito. Il messaggio delle tre sigle resta lo stesso, nessun lavoratore dovrebbe trovarsi a scegliere tra la propria salute e la giornata di lavoro.



