Como, caldo record e crisi climatica. Patelli (Avs): “Basta cementificare”

Caldo estremo e crisi climatica colpiscono anche Como, che in materia di verde urbano resta in fondo alla classifica nazionale e lombarda. “Non si può continuare a cementificare. Alla città serve un piano di rinaturalizzazione”. È l’appello lanciato da Elisabetta Patelli, portavoce regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.
“I dati Istat più recenti sul patrimonio arboreo urbano restituiscono un quadro estremamente preoccupante Como”, precisa ancora Patelli. “Nella classifica relativa al numero di alberi ogni 100 abitanti – aggiunge – Como si colloca al 79esimo posto su 99, con appena 10 alberi ogni 100 residenti”. Un censimento Istat, spiega Patelli, che tuttavia “ancora non tiene conto dei recenti abbattimenti che quasi certamente ci faranno scivolare in coda”.
“Il confronto con il resto del Paese è già impietoso. Ancora più significativo è il confronto con le altre città lombarde. Il capoluogo lariano risulta infatti la realtà peggiore della Regione insieme a Milano”, sottolinea l’esponente comasca. Vale la pensa precisare, però, che si tratta di due città ben diverse. Milano, infatti, è “una metropoli di oltre un milione di abitanti, caratterizzata da una densità edilizia e da una pressione urbanistica straordinarie”, commenta Patelli. Como conta invece poco più di 80.000 abitanti, “non presenta né le dimensioni né i vincoli di una grande area metropolitana e – per l’esponente di Avs – dovrebbe quindi poter garantire una presenza di verde urbano decisamente superiore”. Un ritardo che, per Patelli, è “frutto di precise scelte amministrative”. Per troppo tempo, aggiunge, in città il verde è stato considerato “come un elemento accessorio anziché come una vera infrastruttura pubblica, indispensabile per affrontare la crisi climatica e migliorare la qualità dell’aria”
Di fronte a una crisi climatica in atto, sostiene Patelli, “sorprende e preoccupa che a Como si continui a operare come se nulla stesse cambiando: mentre molte città europee e italiane stanno cambiando rotta, la nostra continua troppo spesso a muoversi nella direzione opposta: si plastificano parchi e giardini, si riducono aree verdi, si tagliano alberi, si cementificano aiuole”. Poi l’appello al Comune affinché “avvii un vero Piano cittadino di depavimentazione e rinaturalizzazione urbana”.