Como, via gli alberi in piazzale Gerbetto. Legnani (Pd): “Eppure lo spazio c’era”. Molinari e le proposte di FdI: “Serve un piano straordinario del verde”

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Eliminato un filare di alberi in piazzale Gerbetto a Como, dove si è da poco concluso l’intervento alla stazione di Como Borghi per realizzare un sottopassaggio pedonale. “Prima dell’intervento, lungo tutto il marciapiede di Piazzale Gerbetto tra il passaggio a livello e la stazione, oltre ad un’alta siepe, vi era un filare di alberi. Ora di questo filare non vi è più traccia e neppure sono stati realizzati gli spazi per ricollocare degli alberi“. A sottolinearlo è Stefano Legnani, consigliere comunale del Partito Democratico. Nel piazzale, a pochi passi da via XX Settembre, ormai nota per la discussa questione dei ciliegi, gli alberi alimentano nuove polemiche.

Nuova stazione e addio agli alberi in piazzale Gerbetto, le parole dell’esponente dem

“Se per la posa di una nuova siepe non c’era forse più uno spazio sufficiente, visto il nuovo attraversamento, lungo il marciapiede ricostruito sarebbe stato possibile prevedere la collocazione di una nuova alberatura”, commenta ancora Legnani. “Molte città – aggiunge – stanno programmando interventi per mitigare le isole di calore e favorire la biodiversità, anche per rispondere al cambiamento climatico che gli esperti ci dicono aumenterà nei prossimi anni. Grande attenzione viene messa nella piantumazione di alberi, non solo per sostituire quelli malati o morti, ma anche per incrementare il patrimonio arboreo delle città. A Como – incalza l’esponente dem – evidentemente si è fatta una scelta diversa. Non solo in occasione di questo intervento non si sono posati nuovi alberi, ma addirittura non è stata prevista la ripiantumazione almeno di quelli rimossi per i lavori”.

Il progetto, vale la pena precisarlo, non era in mano al Comune di Como, trattandosi di un intervento alla stazione. Tuttavia, sostiene Legnani, “il Comune avrebbe dovuto vigilare pretendendo che almeno tutti gli alberi preesistenti fossero sostituiti con nuove piante. Accantonate le polemiche sui peri o ciliegi – conclude – si spera che si lavori per contribuire a realizzare una città più vivibile“.

L’intervento di Fratelli d’Italia

Sulla stessa linea anche il gruppo comasco di Fratelli d’Italia. “Da Como Borghi un tema che riguarda tutta la città. È tempo di un piano straordinario del verde”, commenta il presidente provinciale Stefano Molinari. L’area della stazione di Como Borghi rappresenta l’ennesimo esempio di come il sindaco non abbia una vera politica del verde urbano. Non entro nel merito della necessità tecnica dell’abbattimento degli alberi durante la realizzazione del sottopassaggio ferroviario. Quello che contesto – precisa Molinari – è l’assenza di una visione da parte del Comune, che avrebbe dovuto programmare la tempestiva ripiantumazione delle alberature rimosse, trasformando quell’intervento in un’occasione per riqualificare l’area e incrementare il patrimonio arboreo cittadino”.

“Gli alberi – ribadisce l’esponente comasco – non sono un semplice elemento di arredo urbano. Sono vere e proprie infrastrutture naturali: abbassano la temperatura delle città, migliorano la qualità dell’aria, assorbono anidride carbonica, contrastano le isole di calore e rendono più vivibili quartieri, scuole, piazze e parcheggi”. Poi l’appello all’amministrazione comunale affinché chiarisca se sia previsto un piano di ripiantumazione nell’area di Como Borghi e con quali tempi verrà restituito ai cittadini il patrimonio arboreo perduto”.

Fratelli d’Italia propone di inserire nel programma amministrativo un Piano Straordinario del Verde. “La nostra proposta – spiega Molinari – è quella di piantare almeno 1.000 nuovi alberi nel corso del prossimo mandato amministrativo, sostituire, ove possibile, ogni albero abbattuto con nuove alberature, approvare un Piano del Verde Comunale con il censimento del patrimonio arboreo e programmare nuove piantumazioni nei quartieri più carenti, nelle aree scolastiche, nei parcheggi e lungo le principali arterie cittadine”.

Per Molinari “la tutela del verde non è una battaglia ideologica. È una scelta di buon governo, che significa investire nella salute dei cittadini, nella qualità della vita e nella capacità della città di affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni. Como merita una visione che guardi al futuro. Una città più verde – conclude – è una città più vivibile, più attrattiva e più attenta alle esigenze delle famiglie”.