Como, alberi abbattuti in via Dante. Patelli: “Nel 2026 sono tollerabili interventi così barbari?”

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“Nel 2026 sono ancora tollerabili interventi cosi barbari?”: la domanda è della portavoce regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Patelli e si riferisce a quanto accaduto in via Dante a Como, all’altezza di via Tommaso Grossi e dell’ex Orfanotrofio, dove sono stati abbattuti degli alberi a causa dei lavori alle reti e ai sottoservizi. “E l’ennesima dimostrazione di una gestione del verde urbano vergognosa – dice Patelli – Oggi esistono tecnologie, metodologie e soluzioni che consentono di intervenire sulle infrastrutture limitando drasticamente l’impatto sulle alberature. Continuare a sacrificare alberi come un ostacolo qualsiasi significa rimanere ancorati a una cultura progettuale superata, incompatibile con la crisi climatica che tutti ormai conoscono. Ancora una volta i cittadini assistono ai lavori senza la necessaria informazione, – sottolinea Patelli – Si procede nel silenzio, come se il patrimonio arboreo della città non appartenesse alla collettività”.
La portavoce dei Verdi richiama il ruolo centrale del Settore Verde e Giardini di Palazzo Cernezzi. “Se questi interventi sono stati autorizzati con il suo assenso, – sottolinea – viene spontaneo chiedersi quale sia oggi la reale funzione di un ufficio che dovrebbe essere il primo garante della tutela degli alberi cittadini. Se invece non ne era a conoscenza, la situazione sarebbe persino più preoccupante. Chi ha autorizzato lo scempio? – si chiede Patelli – Via Dante non è un episodio isolato. È l’ennesima conferma di come venga realmente gestito il patrimonio arboreo a Como. La realtà è fatta di alberi abbattuti, aree verdi progressivamente ridotte, interventi eseguiti senza un adeguato livello di trasparenza e senza una strategia complessiva di tutela. È tempo di interrompere questa deriva – conclude la portavoce dei Verdi – e di adottare finalmente una politica del verde fondata sulla conservazione del patrimonio esistente, sulla trasparenza e su una progettazione capace di convivere con gli alberi, anziché considerarli un ostacolo sul cammino di altri interessi”.