Visite mediche per Liberali e contratto di 5 anni. Sanchez dice sì, Diao pedina di scambio

“Sono contento e non vedo l’ora di iniziare”, con queste prime parole rilasciate alla clinica di Monza dove ha effettuato le visite mediche, per Mattia Liberali comincia la nuova avventura in biancoblu. Contratto di 5 anni a 1 milione di euro netti a stagione più bonus. L’operazione è stata resa possibile con il pagamento della clausola rescissoria da 6 milioni di euro versata dal Como al Catanzaro e con il 50% della cifra destinata al Milan, che ha mantenuto una percentuale sull’operazione.

E ha detto sì al Como anche Davinson Sanchez. Il difensore colombiano del Galatasaray è la prima scelta di Cesc Fabregas per rinforzare la retroguardia. L’ostacolo dell’ingaggio, che inizialmente sembrava complicato, è stato superato. Sanchez sarebbe pronto a lasciare la Turchia per sposare un progetto ambizioso come quello del Como, che ha bisogno di esperienza in difesa dopo l’addio di Diego Carlos. Nel curriculum del colombiano ci sono oltre 140 presenze in Premier League con il Tottenham, 38 in Champions League e 84 partite con la nazionale.

Resta però da convincere il Galatasaray. La prima offerta del Como, tra i 20 e i 25 milioni di euro, non è bastata. E allora prende quota una soluzione alternativa: Assane Diao. L’esterno senegalese piace molto ai campioni di Turchia ma per il Como privarsi di Diao non sarebbe una scelta semplice. In campo il senegalese ha costruito un’intesa speciale con Nico Paz finché non è stata frenato dall’infortunio a cui si sono aggiunti momenti di tensione con l’allenatore legati all’impiego in nazionale.

Diao però vale più di Sanchez, sia per età che per prospettive. Per questo, se dovesse nascere una trattativa che coinvolga entrambi i giocatori, sarebbe il Galatasaray a dover aggiungere un conguaglio economico per pareggiare i conti.

Insomma, il Como ha individuato il difensore giusto, Sanchez ha aperto alla destinazione e ora la partita si gioca tutta al tavolo delle trattative. Con Diao che potrebbe diventare la pedina decisiva per sbloccare l’operazione, anche se separarsi da uno dei protagonisti della crescita del Como avrebbe inevitabilmente un peso non indifferente.