L’associazione Nova Como interviene sullo sgombero degli orti sociali di via Tettamanti a Rebbio. “Quello di Rebbio non è un caso isolato. – dicono Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione – Sfrattare un pugno di pensionati fa notizia in fretta, restituisce l’immagine di un sindaco duro, uno che non ha paura di prendere decisioni impopolari. Ma una città non si governa a colpi di prepotenza: si governa con i fatti”.
I vertici di Nova Como aprono lo sguardo al verde cittadino e in particolare ai Giardini a Lago.
“A poche settimane dalla riapertura, – sottolineano – i camminamenti presentano già distacchi, l’erba è secca, la pavimentazione è scoscesa e interi tratti sono ridotti a terra nuda. Un’opera da milioni di euro di soldi pubblici, restituita alla città solo parzialmente dopo due anni e mezzo di cantiere, in condizioni vergognose. E quindi? L’amministrazione sfratterà l’impresa che ha riconsegnato questo scempio?”, chiedono Falanga e Minniti.
“Si può sfrattare un orto in un pomeriggio. – concludono – Il niente di quattro anni di governo resta lì, sotto gli occhi dei comaschi fino al voto del 2027. Nell’attesa, suggeriamo di riconsiderare l’idea di piantare una tenda davanti a ogni cantiere incompiuto, a ogni opera mal realizzata e a ogni progetto fermo, per vigilare ogni giorno e assumersi finalmente la responsabilità di ciò che accade in città”.



