Tremezzina, solita coda. E non c’è un perché. Traffico troppo intenso, viabilità in tilt

“Ma cosa è successo anche oggi?”. Con parole e toni più o meno coloriti o rassegnati, se lo sono chiesti in tanti questa mattina, trovandosi intrappolati nella quasi quotidiana coda sulla statale Regina. Solito tratto, le famigerate strettoie della Tremezzina. E solito copione, code interminabili e tempi di percorrenza dilatati e impossibili da calcolare.
Motivo? Nessuno. Perché la realtà ormai è chiara, non serve un motivo scatenante per mandare in tilt la viabilità sulla strada statale del Lago di Como. Venerdì scorso, a dare il “la” all’ennesima giornata di passione era stato uno smottamento ad Argegno con la conseguente chiusura temporanea della strada. Riavvolgendo il nastro delle ultime settimane, si era parlato di caos per la festività in Svizzera, per un gigantesco Tir finito chissà come sulla Regina e rimasto incastrato, per un incidente, per un cantiere improvviso o programmato.
Tentativi di giustificare un caos che è ormai oggettivamente inevitabile e pure imprevedibile. Perché è sufficiente un autobus in più, un camper un po’ più grande, un autista che non si sente un pilota e non conosce la strada, un mezzo in panne. Il cantiere della variante della Tremezzina, finalmente, dopo un periodo di stallo infinito sta tornando a marciare a pieno ritmo. C’è pure una nuova scadenza per la fine dei lavori. Ma parliamo del 2031, futuro remoto per chi quotidianamente deve percorrere la strada del Lago.
Chi è in coda si chiede: “Cosa sarà successo questa volta?”. “Niente – ha spiegato anche oggi il comandante della polizia locale di Tremezzina Massimo Castelli, ormai abituato alle domande e pure agli sfoghi di chi è in coda – Non ci sono stati segnalati incidenti né altri problemi”. “Traffico – aggiunge – Solo traffico. C’è il mondo in giro. Traffico che sono anche camper, caravan, pullman in salita. Tutto regolare, nessuna violazione ma il problema è che la strada non regge quando siamo a questi livelli di traffico e si blocca. Magari si blocca per mezz’ora e poi si sblocca tutto, ma prima che si smaltisca la coda c’è già un altro blocco e il caos diventa quasi inevitabile”. “Ci si può fare ben poco”, conclude. Ed è realismo, non rassegnazione: “Con gli strumenti attuali e la situazione attuale non possiamo fare altro che conviverci”.