Mentre si attende il passaggio in giunta e la relativa delibera, la nuova Zona a Traffico Limitato di Como fa già discutere. Più volte annunciata nei mesi scorsi, la stretta per le consegne in centro sta per concretizzarsi e con essa arrivano altre novità. Una riorganizzazione voluta dall’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Rapinese che – come più volte anticipato – mira a mettere ordine tra le vie del centro storico per tutelare i pedoni e chi frequenta la città murata.
Il cambiamento principale riguarderà i mezzi per la consegna delle merci che avranno una fascia oraria unica dalle 6 alle 11 del mattino.
Per quanto riguarda i permessi saranno solo di due tipologie: il giornaliero (a 3 euro al giorno con registrazione in un portale dedicato, ad esempio per chi deve svolgere lavori in casa che prevedono artigiani e operai) e quello annuale.
Altra novità sostanziale sarà l’estensione delle APU – le Aree Pedonali Urbane – dove saranno i pedoni gli unici protagonisti, niente più auto in sosta né passaggi veloci. Un esempio sarà la zona di via Muralto. Altro punto che dovrebbe trovare conferme è lo stop alle biciclette di ogni tipo nelle vie del centro più frequentate dai passanti.
La proposta studiata, analizzata e rielaborata più volte dovrebbe approdare in giunta in questa settimana, probabilmente già domani. Ma quali potrebbero essere i tempi di entrata in vigore? Non sembrano brevissimi.
I passaggi prevedono la pubblicazione della delibera di giunta che dà indicazioni sul perimetro del provvedimento, che poi deve essere cristallizzato in un’ordinanza, a cui seguirà la definizione e la posa della nuova segnaletica e i software dovranno essere aggiornati. Quindi potrebbe volerci ancora un po’ prima che dalle parole si passi ai fatti. Ma riuscire a parlare con l’amministrazione per dei chiarimenti è impossibile da giorni.
Intanto dopo le prime anticipazioni non mancano le reazioni. Tra gli oppositori politici interviene Fratelli d’Italia. “La proposta – dice il presidente provinciale Stefano Molinari – presenta diversi aspetti che meritano un serio approfondimento e un confronto con tutte le categorie interessate. Proprio per questo risulta incomprensibile – aggiunge – che l’amministrazione abbia scelto ancora una volta di procedere senza alcuna condivisione preventiva e con provvedimenti calati dall’alto”. “Così Como diventa una città sempre più instagrammabile per i turisti e sempre meno vivibile per residenti, lavoratori e attività commerciali” sottolinea il coordinatore cittadino del partito Alessandro Nardone.


