Como, ombrelloni e bagni vietati: affollata l’area davanti al Tempio Voltiano

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Le temperature elevate hanno portato a un’altra, l’ennesima, giornata di bagni proibiti nelle acque del Lago di Como. In particolare, intorno alle 14, nell’ora più calda del pomeriggio, l’area alle spalle del Tempio Voltiano era affollata di turisti che, a dispetto delle regole, cercavano refrigerio in acqua. Con tanto di ombrelloni piantati nella lingua di sabbia che nelle ultime settimane è emersa a causa della siccità, l’area si è trasformata in una vera e propria spiaggia. Non bastano i cartelli multilingue che evidenziano in modo chiaro il divieto di balneazione e i pericoli connessi, non bastano le tragedie che in questa torrida estate hanno segnato il Lago di Como. Proprio nel punto in cui a fine luglio è annegata la piccola Arwa di 9 anni, oggi c’erano decine di persone in acqua, anche bambini. Da chi ha immerso soltanto i piedi per rinfrescarsi, a chi si è tuffato per una nuotata. Più volte si è detto che in quel punto, l’acqua che sembra bassa, soltanto pochi passi più avanti può diventare profonda e insidiosa.
I controlli non mancano. Poco dopo le 14 sono arrivati due agenti della polizia locale che, armati di fischietto, hanno invitato i bagnanti ad uscire dall’acqua, indicando loro i cartelli di divieto e spiegando i pericoli del Lago. Gli agenti sono tornati anche più tardi. L’azione di prevenzione e controllo, dunque, è continuativa. Ma anche questo non sembra bastare, visto che poco dopo il passaggio degli agenti, le persone tornano in acqua. Soltanto ieri, per eliminare il problema, sono arrivate le proposte dell’architetto comasco Lorenza Ceruti e del presidente della Pallanuoto Como, Giovanni Dato, di eliminare la spiaggetta al Tempio Voltiano o di limitarne l’accesso con transenne o recinzioni.