Se prima erano peri e ciliegi, ora è il turno di ibischi, oleandri e forsizie: il verde urbano resta un tema caldo in città. E così dopo il comitato in difesa dei ciliegi di via XX Settembre, e poi dei Giardini a Lago, a porre l’attenzione sul tema è l’associazione Conalpa Como – ArboLario. In via Aldo Moro, la stessa dove negli scorsi mesi i ciliegi sono stati sostituiti dai peri, l’appello è per salvare le piante del parcheggio esattamente di fronte all’area dell’Ippocastano. La siccità fa sentire i suoi effetti: l’erba è ormai secca e le piante risentono del caldo estremo di questi giorni. Niente a che vedere con i fiori gialli delle forsizie in primavera e dei petali rosa degli oleandri in fiore, a cui si aggiungono le gemme bianche di un melo piantato sotto i condomini della zona. Effetto di un’estate rovente, ma per l’associazione comasca servirebbe più manutenzione da parte del Comune. Senza la cura dei cittadini, che ogni giorno dedicano un po’ del loro tempo ad annaffiare lo spazio verde di via Aldo Moro, quelle piante rischierebbero di rimanere completamente all’asciutto.
Siccità a Como, a rischio le piante di via Aldo Moro: l’allarme dell’associazione. Il Comune: “Irrigazione è prevista soltanto per i primi tre anni”
La piantumazione nel parcheggio al novembre del 2022. Come messo nero su bianco in un accordo firmato dalla presidente di Conalpa Como, Anna Ballerini, inviato – tra gli altri – all’allora assessore all’ambiente del Comune di Como, Ivan Matteo Lombardi, “la manutenzione delle piante nei dodici mesi successivi alla messa a dimora” è stata presa in carico “da volontari e residenti della zona”, che – si legga ancora nel documento di quattro anni fa – “si occuperanno di innaffiature, rimozione di infestati e di tutto quanto è opportuno e necessario per la riuscita del progetto”. “Resta inteso – prosegue l’accordo – che trascorsi i dodici mesi” le piante verranno “interamente prese in carico dagli uffici comunali e dalla ditta incaricata della gestione degli alberi e delle aree verdi cittadine”. Eppure, fanno sapere dall’associazione, il Comune al momento non starebbe irrigando le piante della zona. Per questo, Conalpa ha sollecitato il sindaco e l’assessore al Verde Chiara Bodero Maccabeo.
L’interpretazione degli accordi da parte dell’Ufficio Verde, Parchi e Giardini sarebbe diametralmente opposta. Da Palazzo Cernezzi, infatti, fanno sapere che l’irrigazione a canone è prevista soltanto per i primi tre anni dopo la messa a dimora. Un periodo ormai scaduto e per questo, fanno sapere dal Comune, non è più possibile far intervenire l’azienda per questo servizio. Resta invece valida la manutenzione ordinaria dell’area in gestione.
Criticità in realtà già segnalate la scorsa estate, quando – dicono dall’associazione – “si riuscì a superare l’emergenza grazie alla disponibilità del gestore della vicina stazione di servizio”. La situazione quest’anno è decisamente peggiore e a tamponare un quadro di per sé critico ora ci pensano i volontari, che “armati” di grosse bottiglie d’acqua e annaffiatoi fanno quello che possono. L’associazione, invece, chiede al Comune di intervenire con “irrigazioni settimanali tramite autocisterna, così da salvaguardare questo spazio verde”. Eppure al momento il Comune non avrebbe previsto interventi di irrigazione. “Pertanto – scrivono da Conalpa – il problema assume massima urgenza, in quanto non viene garantita alcuna soluzione concreta”. “Sarebbe necessario – proseguono – attivare un intervento straordinario per il mese di agosto”. Un primo passo, dicono dall’associazione, “per stabilizzare la situazione e valutare poi soluzioni più strutturali”, come “la sponsorizzazione delle aiuole o l’installazione di una presa d’acqua protetta che permetta a volontari selezionati di cooperare con il Comune per irritare l’area in modo autonomo”.
La richiesta di aiuto per salvare le piante di via Moro
Attualmente un volontario dell’associazione sta scendendo da Brunate per garantire l’acqua minima grazie a risorse private. “Tuttavia – spiegano da Conalpa Como – questa gestione non è sostenibile a lungo termine”. Poi la richiesta di aiuto rivolta a residenti e passanti: “Bastano pochi litri d’acqua per salvare un bene comune”.


