Al Ferragosto non si rinuncia, meno ancora alle vacanze. E così anche questa estate rovente sul Lago di Como registra numeri da quasi tutto esaurito. Prenotazioni in linea con quelle dell’estate 2025, stagione di maggiore affluenza in assoluto, ma diminuisce il soggiorno medio e aumentano i costi degli alberghi.
Nel dettaglio, in un quadro che resta comunque positivo per gli addetto del settore, “si registra un rallentamento delle domande dal mercato tedesco, il primo di riferimento per il Lario, e da quello americano, altro punto forte del turismo sul Lago di Como”. A dirlo è Giuseppe Rasella, vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco. “I turisti che scelgono il Lario preferiscono un soggiorno più breve”, aggiunge Rasella, con inevitabili conseguenze sul territorio (e la sua economia). “Non bastano i numeri di presenze, serve analizzare anche il soggiorno medio. Se il turista alloggia sul lago per più giorni, significa che intende visitarlo nella sua interezza, con ricadute positive per l’indotto economico del territorio”. Al contrario, meno resta, meno avrà da vedere e si concentrerà esclusivamente sulle mete più rinomate, come Bellagio e Varenna, e nella città capoluogo. E così il rischio di sovraffollamento è praticamente già scritto. Non a caso, le immagini di turisti che affollano le vie del centro o le lunghe code alla biglietteria della navigazione restano ben impresse. Un copione che si ripete di anno in anno.
“Esplodono gli affitti brevi – ricorda ancora il vicepresidente Rasella – mentre il numero dei posti letto negli ultimi quindici anni è diminuito. È l’effetto di una metamorfosi del turismo lariano, che muta e cambia il volto del territorio”. Un territorio suggestivo e pieno di bellezze, ma che spesso soffoca sotto il peso di un turismo indiscriminato, non sempre di qualità e a volte incivile. Molte in questo periodo anche le prenotazioni sotto data, fa sapere Rasella, complice l’incertezza internazionale e soprattutto i rincari, dalla benzina ai trasporti, fino ai costi energetici.
Prezzi in aumento che sul Lario si fanno sempre più sentire. È quanto emerso dalla classifica dell’Unione nazionale consumatori, secondo cui Como è tra le città più care d’Italia. Se i rincari maggiori sono stati registrati a Ferrara e Mantova, al terzo posto c’è proprio Como. E sul Lario le strutture alberghiere in un anno registrano un aumento che sfiora l’11%. “Non vogliamo fare differenze, l’offerta è tanta e per tutte le tasche. Ma in un territorio morfologicamente fragile come il nostro – spiega Rasella – non possiamo permetterci numeri come quelli della Romagna o del Garda”. Insomma, l’obiettivo di chi lavora con il turismo è puntare sulla qualità e non per forza sui numeri.
Positivo anche il bilancio regionale: il Ferragosto in Lombardia segna un aumento delle prenotazioni del 9,3%. La montagna resta protagonista, ma piacciono anche laghi e borghi. “Il Lario – fa sapere l’assessore regionale Debora Massari – mantiene una forte presenza internazionale”. I laghi registrano il 67,5% delle prenotazioni, con punte del 72,4%.
“Sono dati molto positivi – commenta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda – La forza della nostra regione è nella varietà dei suoi territori: montagne, laghi, città e borghi, insieme a cultura, sport ed enogastronomia, ci consentono di offrire esperienze diverse e di essere attrattivi durante tutto l’anno”.
L’obiettivo, ribadisce Massari, è far conoscere anche le mete meno note. “È una direzione sulla quale stiamo lavorando – assicura – perché siamo convinti che, al di là della popolarità delle destinazioni più conosciute e frequentate, sia strategico utilizzare la loro capacità attrattiva per far scoprire altri luoghi, esperienze e identità della Lombardia”.


