Arrestato un tunisino nel Luganese. Il 21enne, residente in Italia, è sospettato di essere coinvolto in una truffa ai danni di persone anziane, tramite le cosiddette “chiamate shock”, avvenuta nella seconda metà di luglio nel Bellinzonese.
Il modo di operare – spiega la Polizia cantonale – ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso gli autori, spacciandosi per persone attive in campo medico, hanno richiesto con insistenza alla vittima un’importante somma in denaro necessaria a coprire le cure di un congiunto affetto da una grave malattia. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), hanno messo pressione per farsi consegnare il denaro a disposizione e gli averi custoditi in casa.
Gli accertamenti subito avviati dagli inquirenti della Polizia cantonale hanno successivamente permesso di raccogliere elementi utili all’identificazione del 21enne, il cui fermo è stato effettuato da collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini sull’autostrada A2, nei pressi dello svincolo Lugano Sud. All’operazione hanno preso parte anche agenti della Polizia Città di Lugano e della Polizia Ceresio Sud. La perquisizione del veicolo su cui viaggiava l’uomo ha inoltre portato al rinvenimento di possibile refurtiva.
Le ipotesi di reato sono di truffa e di infrazione alla Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. La misura restrittiva della libertà è già stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Veronica Lipari.



