L’incendio rimane ancora attivo, anche se il picco dell’emergenza è stato superato. L’acqua caduta nelle ultime ore ha sicuramente aiutato gli operatori, ma non è stata risolutiva. Rimane sempre la situazione di allerta e monitoraggio, in attesa di dichiarare il definitivo spegnimento.
Una settimana fa, alle 15.09 di giovedì 13 agosto, la prima segnalazione delle fiamme sul Monte Goi. In amministrazione provinciale è stato fatto un primo bilancio dell’operazione di spegnimento, che ha avuto come momento critico la notte tra il 13 e 14 agosto, con il rogo vicinissimo alle case e con il rischio che da via Oltrecolle si propagasse verso il centro città con il rischio di coinvolgere, nella zona della Madruzza, il riduttore di pressione di gas che copre tutta Como. Sarebbe stato un disastro.
In totale sul Monte Goi sono stati effettuati 1.022 sganci d’acqua effettuati dai mezzi aerei, tra elicotteri del sistema regionale AIB, dei Vigili del Fuoco e Canadair per un totale di 1.083.000 litri. Di questi, 561.000 litri sono stati prelevati dalla rete dell’acquedotto. Sono finiti in fumo circa 25 ettari di verde.
A fare squadra sono stati, in questi sette giorni, Protezione Civile-Servizio Antincendio Boschivo della Provincia, Vigili del Fuoco, giunti anche da Emilia, Veneto e Liguria, Regione Lombardia, Areu, Prefettura, Comune di Como, Polizia di Stato, Polizia Locale, Croce Rossa, Croce Azzurra, Guardia di Finanza e Carabinieri.


