Soccorsi immotivati e per comportamenti a rischio, la guardia di finanza chiederà il conto

La guardia di finanza introduce nuove regole per gli interventi di soccorso. Chiunque si metta in una situazione di rischio per un’imprudenza o comportamenti scorretti dovrà pagare i costi del servizio urgente garantito dalle fiamme gialle. Il messaggio è chiaro: “Quando una persona è in pericolo, ogni minuto può essere decisivo. Per questo è fondamentale che il sistema di soccorso possa intervenire rapidamente e concentrare le proprie risorse sulle situazioni di reale emergenza”, chiarisce la guardia di finanza.
Le fiamme gialle sono impegnate attivamente nel sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. Sul territorio comasco in particolare è attivo anche il reparto operativo aeronavale. Elicotteri, imbarcazioni e mezzi delle fiamme gialle, solo nelle ultime settimane sono intervenuti ripetutamente per i soccorsi sul lago, in particolare per la ricerca dei dispersi in acqua e per incidenti in montagna.
Le nuove regole sono entrate in vigore da questa settimana. “Chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi – spiegano dal corpo – Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo”.
La richiesta di pagamento non sarà automatica. “Non viene introdotto alcun pagamento generalizzato – chiarisce la guardia di finanza – Chi si trova in una situazione di pericolo, oppure teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione. Il pagamento non sarà automatico. Prima verrà sempre prestato il soccorso e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento”.
“Gli interventi possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi – prosegue la nota – Una chiamata ingiustificata non è quindi priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo”.
“L’obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto – conclude la guardia di finanza – ma evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione. In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso”.