Senzatetto. il Pd e Forza Italia chiedono un dormitorio permanente a Como

Senzatetto a Como, mentre le temperature si abbassano il Pd e Forza Italia tornano a chiedere un dormitorio permanente nel capoluogo lariano.
“Ogni notte, decine di persone continuano a dormire in giacigli di fortuna. È una realtà da contrastare – Dicono Daniele Valsecchi, segretario cittadino e il capogruppo in consiglio comunale Patrizia Lissi – Abbiamo ribadito più volte la necessità di affrontare questo fenomeno strutturale alla radice. Un dormitorio permanente, aperto tutto l’anno, non è solo un rifugio sicuro per chi vive in condizioni di grave fragilità, ma è una scelta di dignità, coraggio e visione. È un tassello centrale, all’interno di una rete di protezione sociale, per una politica di sicurezza urbana che sia reale e matura. Farsi carico delle situazioni di grave marginalità, offrendo punti di riferimento certi, è un aiuto per garantire vera stabilità e sicurezza nelle nostre strade”.
“Purtroppo, le ultime due amministrazioni comunali hanno cavalcato e cavalcano tuttora divisioni e conflittualità, impoverendo il nostro clima sociale. Ma Como, al netto di queste tensioni strumentali, è una città dal cuore solidale – aggiungono Valsecchi e Lissi – La nostra comunità deve ritrovare questa sua anima autentica. Non dimentichiamo che Como è un Comune con risorse, con possibilità e con le capacità per non voltarsi dall’altra parte. Per farlo, serve che la città si esprima, faccia rete e metta a sistema le istituzioni, le associazioni di volontariato e l’impegno di ogni singolo cittadino. Vogliamo una Como che sia al contempo accogliente, viva e sicura”.
“Come ho sempre sostenuto da anni e con tutte le amministrazioni, il dormitorio permanente è un presidio di civiltà che deve essere aperto 365 giorni all’anno perché è un servizio essenziale – dice Sergio Gaddi, coordinatore provinciale di Forza Italia – È una questione di umanità elementare che porterebbe anche vantaggi in termini di sicurezza e decoro, perché consentire alle persone di avere un tetto sotto il quale dormire disinnesca quell’aggressività potenziale che deriva dall’esasperazione. Non è accettabile dormire in strada per mancanza di alternative. E non è un problema né di risorse, né di gestione perché ci sono i volontari. È un problema di convivenza civile e di cultura del rispetto umano che va risolto senza inventarsi ridicole scuse.