Sono giorni di addestramento e disciplina a Novedrate, dove da domenica scorsa e fino a domenica prossima l’università eCampus ospita l’11esima edizione di Studenti con le Stellette, la scuola di formazione civica in stile militare per i ragazzi del quarto anno delle scuole superiori. Il corso, intitolato quest’anno Libertà, si tiene per il quinto anno di fila nel campus della Brianza comasca e coinvolge centinaia di studenti tra lezioni teoriche, attività pratiche ed esercitazioni sul campo.
La giornata, dalla sveglia alla messa
La giornata al campo segue un ritmo quasi militare, come racconta Davide Boffi, segretario generale di Studenti con le Stellette. Sveglia alle 6, fanfara compresa, poi mezz’ora di attività fisica, colazione e alle 8 l’alzabandiera, un momento in cui ogni mattina viene ricordato un decorato al valor militare. Al mattino si studia in aula, al pomeriggio la teoria diventa pratica. Dopo la lezione su cartografia e topografia, per esempio, i ragazzi vengono portati nei boschi per una gara di orientamento, con il compito di tornare al campo base con il solo aiuto di carta e bussola, in un percorso comunque seguito e messo in sicurezza dagli organizzatori. Boffi tiene a sottolineare che non si tratta solo di un gioco di ruolo. Ogni attività dà diritto ad attestati riconosciuti, dal corso per l’uso del defibrillatore rilasciato da Areu 118 Lombardia ai corsi di protezione civile, fino all’antincendio a rischio medio per chi torna al campo per il secondo anno. Sono competenze certificate da enti regionali e da istruttori universitari o delle scuole superiori, che restano ai ragazzi anche fuori da Novedrate e sono spendibili sia nel lavoro sia nel volontariato.
A vivere la stessa giornata da dentro, tra i ragazzi, c’è chi la racconta con un’altra prospettiva. Giorgia Troiano, studentessa di Mariano Comense, ha scoperto il corso quando la scuola è arrivata a presentarlo in classe, e ha capito subito che si trattava di educazione civica più che di addestramento militare vero e proprio. Si è iscritta per curiosità, con l’idea di provare e poi vedere. È bastata la prima edizione, nel 2022, per farla tornare ogni estate da allora. “È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto” racconta, impegnata sia sui banchi sia dietro le quinte dell’organizzazione. Dietro la settimana di Novedrate, spiega, c’è un lavoro che dura tutto l’anno, fatto di chiamate, incontri e organizzazione continua, un impegno che da fuori non si vede. Chi guarda il campo da spettatore pensa che basti montare due tende e far correre i ragazzi. Dietro, invece, c’è un anno intero di pianificazione, verifica degli errori e piccoli aggiustamenti da un’edizione all’altra. Tra le competenze che le sono rimaste più utili, cita il corso di primo soccorso avanzato, con le nozioni sul controllo delle emorragie in attesa dei soccorsi, materia che ha approfondito proprio quest’anno.
A chiudere la giornata, ogni sera, c’è anche un momento meno visibile ma altrettanto sentito. È quello di cui si occupa il cappellano don Donato Vicini, presenza fissa al fianco dei ragazzi. Ogni giorno viene celebrata una messa, libera e non obbligatoria, pensata come parte di una formazione che punta anche ai valori, in una cornice che don Vicini definisce fondata sulla cultura cristiana. “I ragazzi hanno bisogno di qualcuno che li ascolti” racconta don Vicini, convinto che si aprano quando sentono di ricevere tempo e attenzione senza nulla in cambio. Al campo, ricorda, ci sono anche ragazzi musulmani o non credenti, che pur senza condividere la fede si avvicinano comunque a lui per un confronto o una confidenza, non perché è un prete, ma perché vedono una persona che dedica loro tempo. Cita il motto di Don Bosco, “onesti cittadini e buoni cristiani”, e spera che alla fine della settimana qualcuno dei ragazzi porti a casa entrambe le cose.
Una scuola che compie 11 anni
Tutto è cominciato 11 anni fa, con un primo corso pilota organizzato nella caserma militare di Turate. Da lì il progetto è cresciuto fino a diventare un modello imitato anche in altre regioni italiane, sostenuto da un lavoro che dura tutto l’anno e coinvolge oltre 100 collaboratori, tra cui diversi ex allievi tornati come volontari. Tra le novità del 2026 spicca l’ingresso del Comune di Mariano Comense in una nuova attività riservata a chi torna al campo dopo aver già partecipato, una simulazione del consiglio comunale che si affianca all’ormai consolidata esperienza di consigliere per un giorno in Regione Lombardia.
Il comandante
A guidare il progetto sin dal primo anno è il comandante della scuola, Carlo Colombo, che lo racconta quasi come una missione personale. L’obiettivo, spiega, è restituire ai ragazzi la stessa formazione ricevuta lui stesso da giovane, fatta soprattutto di valori non scritti come l’amicizia e la disponibilità verso gli altri, una gratuità che porta a farsi prossimi a chi è più vicino. “Se uno ha bisogno, io ci sono” sintetizza Colombo, convinto che sia così che si costruisce, pian piano, un mondo migliore. Non si pretende di risolvere un problema, aggiunge, basta aver fatto qualche passo nella direzione giusta.ipanti dell’11esima edizione.


