Corridoni-Venini, è polemica: la scuola di via Fiume non è idonea ad accogliere altre classi

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Scuole che chiudono e altre che si allargano, ma il piano di riorganizzazione degli istituti comaschi sembra andare incontro a più di qualche ostacolo. Mentre la Corridoni si prepara a chiudere i battenti – almeno nelle intenzioni di Palazzo Cernezzi – la Venini di via Fiume si organizza per accogliere nuovi giovani studenti. Eppure, prima ancora del trasferimento, insorgono già i primi problemi.

Interventi di manutenzione alla primaria di via Fiume: non ci sono le condizioni per ospitare altre classi

Nel dettaglio, la primaria di via Fiume – si precisa in una nota del Comune – avrebbe a disposizione 12 aule attualmente inutilizzate. A queste si aggiungono 3 aule non utilizzate individuate alla Sauro di via Perti e 2 alla primaria Filzi, in cui andrebbero i piccoli studenti della Corridoni. A detta del Comune, tutte le aule indicate come “disponibili” presentano requisiti volumetrici e superfici idonei a garantire classi di 25 alunni. Tutti e tre gli istituti, inoltre, dispongono già della mensa, obbligatoria quando si ha a che fare con bambini delle scuole elementari. I locali necessitano però di un adeguamento degli impianti elettrici e delle reti dati, per consentire l’installazione e il funzionamento delle lavagne elettroniche interattive (le cosiddette LIM), che dovranno essere spostate dalla Corridoni agli altri tre istituti. Tuttavia, come detto, non mancherebbero i problemi. A partire da modalità e tempi. Tempi che di certo si fanno stringenti se si considera che l’anno scolastico riprende martedì 1 settembre e gli alunni tornano in classe il 14.

Le criticità evidenziate dall’ufficio scolastico regionale vengono confermate prima di tutto da chi quella scuola la vive tutti i giorni. In particolare, dalla scuola parlano di problemi relativi ai servizi igienici, diffuse infiltrazioni, tende rotte o non funzionanti, persiane rotte, vecchie o malfunzionanti. Insomma, una serie di problematiche che richiederebbero rilevanti interventi di manutenzione e adeguamento, sotto il profilo impiantistico e strutturale. Criticità che, ricordano dalla scuola, erano già state segnalate al Comune lo scorso ottobre. Per questo, il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’istituto comprensivo Como Centro, rileva che, allo stato attuale, non sussistono le condizioni per ospitare ulteriori classi all’interno della primaria di via Fiume.

Intanto il consiglio di istituto Como Centro, rende noto il presidente Roberta Radaelli, ha in programma un incontro nei prossimi giorni per visionare documenti e proposte. “Manteniamo aperto il dialogo tra consigli d’istituto e amministrazione comunale – spiega Radaelli – Auspichiamo che in tempi brevi vengano realizzati gli interventi necessari alla primaria di via Fiume e si arrivi alla soluzione migliore per accogliere gli alunni e garantire una proposta formativa adeguata sia ai bambini della Venini sia ai nuovi studenti della Corridoni”.

Chiusura Corridoni, ipotesi trasferimento alla primaria Venini: polemiche da Forza Italia e Pd

E ancora una volta, proprio sulla Corridoni, è già polemica politica. “A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, sulla Corridoni siamo ancora alle prese con incertezze, cambi di programma e dubbi sulla sicurezza”, commenta il segretario cittadino di Forza Italia, Davide Gervasoni. “È questa la programmazione di cui parla l’amministrazione? Annunciare una soluzione e accorgersi all’ultimo momento che potrebbe non essere idonea? Il sindaco – conclude Gervasoni – deve assumersi la responsabilità di una scelta che rischia di lasciare 200 bambini senza una soluzione certa“.

Sulla stessa linea Francesco Finizio, referente scuole del Pd di Como. “Oltre al danno di voler chiudere una scuola che non andava assolutamente chiusa, la beffa dell’immobilismo – commenta l’esponente dem – perché in tutti questi mesi l’amministrazione Rapinese non ha mosso un dito – prosegue Finizio – Non sono stati eseguiti lavori necessari di adeguamento strutturale per accogliere in sicurezza i 200 bambini coinvolti – conclude – lasciando personale, bambini e famiglie nel caos più totale a pochissimi giorni dall’inizio dell’anno scolastico”.