“Corridoni” e “Venini”, caos scuole a Como. Rapinese difende la scelta, famiglie e politica contro

Fine agosto rovente per le scuole di Como e – in particolare – per le famiglie coinvolte nella chiusura della primaria “Corridoni” che dovrebbero trasferirsi nel plesso di via Fiume “Corrado e Giulio Venini” dove – in tutta fretta – sabato sono stati eseguiti lavori di sgombero e pulizia degli spazi, attualmente in disuso, destinati ad accogliere i nuovi bambini. Operativo lo stesso sindaco, Alessandro Rapinese, intento a dare una mano. Proprio il primo cittadino criticato dai genitori e attaccato dagli oppositori politici nelle scorse ore ha risposto, ancora una volta sui social, ai documenti diffusi sulle condizioni dello stabile di via Fiume. “Sarebbe più utile parlare dei documenti che dimostrano in che stato versa la “Corridoni” – dice Rapinese – effettivamente via Fiume non è in perfette condizioni ma, del resto, a Como non c’è una scuola a norma e questo è risaputo – aggiunge – a mio parere è più interessante dire che l’edificio di via Sinigaglia è messo peggio”.

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, previsto per domani, le polemiche non si spengono. Come le richieste di chiarimento legate proprio alla scuola individuata per il trasferimento.

La Lega di Como – attraverso la segretaria cittadina e capogruppo in consiglio comunale, Elena Negretti – chiede controlli immediati sulla scuola di via Fiume. “Non è così che si garantisce la sicurezza e l’agibilità di un plesso scolastico che dal 14 settembre dovrebbe accogliere centinaia di bambini – si legge nel comunicato –  Le famiglie della Corridoni meritano risposte certe, non rassicurazioni improvvisate a pochi giorni dall’apertura. Per questo – dice infine Negretti – chiediamo che gli enti preposti, Ufficio Scolastico Regionale e ATS Insubria, per quanto di rispettiva competenza procedano con un sopralluogo tecnico approfondito su via Fiume. La razionalizzazione della rete scolastica non può viaggiare a scapito della sicurezza”.

La stessa richiesta arriva anche da Forza Italia. “Il verbale di sopralluogo del 2025 per via Fiume descrive una situazione sulla quale non si può semplicemente sorvolare – aggiunge il segretario cittadino Davide Gervasoni -. Mancanza di scale d’emergenza, assenza di un’uscita di sicurezza dalla palestra, servizi igienici malfunzionanti, allarme non udibile ai piani superiori e in palestra, criticità relative al punto di raccolta e necessità di una revisione dell’impianto elettrico. Non stiamo parlando di dettagli burocratici. Stiamo parlando di una scuola nella quale l’Amministrazione pretende di concentrare, in pochi giorni, centinaia di bambini in più”.

“Lo sgombero raffazzonato in stile fantozziano di sabato mattina, con Rapinese in prima persona impegnato a fare propaganda, è tutto fuorché pianificazione – tuonano infine i vertici dell’associazione Nova Como, Teresa Minniti e Vincenzo Falanga -. Razionalizzare una rete scolastica significa programmare per tempo. Mentre il sindaco inscena il suo show personale, a pagare il conto sono i bambini della Corridoni. Bambini che, con la campanella fissata al 14 settembre, restano nel limbo”.