Autonomia differenziata, passo in avanti in Regione. Fontana: “Risultato storico, ma non ci fermiamo”

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Autonomia differenziata, nuovo passo in avanti in Regione Lombardia: con 48 voti favorevoli e 21 contrari, il consiglio regionale ha approvato la risoluzione su salute, protezione civile, professioni e previdenza. I testi votati riguardano i due schemi di intesa tra Governo e Regione concordati prima della pausa estiva, che garantirebbero ulteriori competenze e funzioni a Regione Lombardia in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute. Dopo il voto positivo in consiglio regionale, l’intesa sarà trasmessa al Governo per la predisposizione del disegno di legge di approvazione da presentare alle Camere.

Autonomia differenziata, le parole del governatore Fontana

Un iter lungo, ma che compie oggi un ulteriore passo in avanti. Lo ha sottolineato anche il governatore lombardo Attilio Fontana, che parla di un “risultato storico”, ma – aggiunge – “non considero affatto conclusa la nostra strada. Non siamo davanti all’approdo finale dell’autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione dell’autonomia e del rapporto Stato-regioni in Italia. Non per indebolire lo Stato, ma per renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali. Questo è il modello di Paese nel quale credo – commenta ancora Fontana – un’Italia più responsabile, una Lombardia più forte, Regioni più efficienti, amministrazioni che danno risposte concrete ai cittadini. E, da oggi, quel modello è un po’ più vicino”. “Non ci fermeremo qui: chiederemo autonomia anche su altre materie“, assicura il governatore Fontana.

Nel dettaglio, in materia di Protezione civile, il presidente della Regione acquisisce il potere di emanare ordinanze in deroga alle norme statali per emergenze locali. Nel settore delle Professioni, la Regione potrà valorizzare e disciplinare le attività lavorative a spiccata valenza e legame territoriale. Sul fronte della previdenza, la Lombardia assume la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e del servizio sanitario regionale. E in materia della tutela della salute e coordinamento finanziario, la Regione ottiene una gestione direttiva e flessibile delle risorse. La Lombardia potrà stabilire tariffe differenti di rimborso sanitario rispetto a quelle nazionali, ponendole a carico del bilancio regionale.

Dotti (FdI): “Passaggio importante per garantire risposte più rapide ed efficaci per i cittadini”

Soddisfatta per il risultato raggiunto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, la comasca Anna Dotti. “Rappresenta un passaggio importante – ha commentato – La Lombardia – prosegue – conferma la volontà di assumersi maggiori responsabilità in quelle materie nelle quali può garantire risposte più rapide, efficaci e vicine ai cittadini“.

Per una provincia come Como, con caratteristiche economiche, sociali e territoriali molto specifiche, avere istituzioni capaci di intervenire con strumenti più aderenti alle esigenze locali può fare davvero la differenza“, sottolinea Dotti. “La Lombardia – conclude – conosce i propri territori e deve poter valorizzare questa conoscenza, assumendosi maggiori responsabilità dove ha dimostrato capacità e competenze”.

Le critiche delle opposizioni. Orsenigo: “Siamo al nulla”

Non mancano critiche dalle opposizioni. Per il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, che parla di “un accordo senza risorse e senza veri poteri”.

La montagna ha partorito un topolino – è la stoccata di Orsenigo – cioè poche competenze in più e nemmeno un euro per esercitarle. Un accordo che sa di beffa, nel metodo e nel merito, un’occasione mancata e una profonda riduzione delle ambizioni con cui il percorso era stato avviato”.

Poi l’affondo: “L’intesa recupera una risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio regionale nel 2017, ma ne riduce drasticamente la portata. L’accordo attuale – spiega il consigliere dem – è qualcosa di completamente diverso: 4 sole materie e modeste funzioni trasferite. Siamo al nulla: senza risorse finanziarie e senza una vera legge sul federalismo fiscale, che era il punto qualificante del percorso avviato nel 2017”. Per Orsenigo, “sarebbero serviti un confronto istituzionale e un indirizzo politico chiaro da parte dell’assemblea regionale”.