Brunate, gabbie anti-cinghiale riattivate vicino alle case. Il sindaco Rizzi: “Situazione insostenibile”

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Si torna a parlare dei cinghiali di Brunate, sopra Como, dove nei giorni scorsi sono state riattivate le gabbie per la cattura vicino alle abitazioni, dopo un periodo di sospensione. A denunciarlo è Elisabetta Patelli di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo cui posizionare le gabbie con esche alimentari così vicino alle case rischierebbe di attirare ulteriormente gli animali verso l’abitato, per poi catturarli e abbatterli proprio perché si sono avvicinati ai rifiuti. La rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra riferisce inoltre di grida di animali intrappolati e di spari uditi durante la notte, e chiede la sospensione delle strutture fino a chiarimenti da parte di Provincia e Comune.


A fornire una lettura diversa è il comandante della polizia provinciale, Marco Testa, che spiega di aver disposto lui stesso la riattivazione, resa necessaria da una vera e propria esplosione demografica dei cinghiali. Complice, racconta, la gestione dei rifiuti nell’area abitata, ancora affidata ai sacchi fuori porta, e l’abitudine di alcuni residenti di lasciare cibo per gli animali randagi, che avrebbe finito per attirare i cinghiali fino alle case. Il comandante parla di decine di segnalazioni arrivate da residenti impauriti. Il prelievo, precisa, è un’attività obbligatoria imposta da un’ordinanza nazionale legata al rischio di peste suina, che affida la strategia alla Regione Lombardia e l’esecuzione sul territorio alla polizia provinciale.

Il sindaco di Brunate, Simone Rizzi, conferma che la situazione è arrivata a un livello insostenibile, con una popolazione di cinghiali mai così alta sul territorio. Il primo cittadino dice di comprendere il disagio segnalato dai residenti, ma ricorda che a imporre il contenimento sono normative regionali e nazionali, senza alternative praticabili. Le gabbie attive a Brunate sono oggi 5, contro le 3 di un tempo; la gabbia al centro delle polemiche, la più efficace secondo Rizzi, era rimasta chiusa per quasi un anno, un periodo coinciso proprio con l’aumento della popolazione. Il sindaco assicura che la sua posizione verrà rivalutata a breve.


Sul fronte dei rifiuti, Rizzi spiega di avere già allo studio alcune soluzioni, che richiedono tempo perché la conformazione del territorio non lascia spazio per cassonetti interrati né per il passaggio di camion di grandi dimensioni. Un provvedimento in arrivo prevede di spostare l’esposizione dei sacchi alla mattina presto invece che alla sera. Il sindaco ricorda che i rifiuti in strada sono un’abitudine di lunga data; la popolazione di cinghiali, però, non era mai stata così numerosa, e sottolinea che le segnalazioni di residenti impauriti superano di gran lunga quelle legate alle urla degli animali intrappolati.