Primaria Corridoni ammalorata: polemiche dal Pd. Molteni invita i genitori a visitare la scuola

Le polemiche attorno alla scuola Corridoni di Como, con un presente travagliato e un futuro ancora da scrivere, continuano a tenere banco in città. Dopo le dichiarazioni in diretta del sindaco Rapinese e la lettura del documento esito di un sopralluogo all’interno dell’istituto di via Sinigaglia, le reazioni non sono tardate ad arrivare. A partire dal Partito Democratico di Como. Daniele Valsecchi e Francesco Finizio, rispettivamente segretario cittadino e referente scuole, riportano a galla la “volontà di trasferimento del 2024”. “Bambini e famiglie meritano rispetto”, scrivono in una nota. Due anni fa, aggiungono, “questa amministrazione voleva trasferire alla Corridoni i bambini della Perti. Oggi, al contrario, decide di chiudere la Corridoni per spostare gli alunni in altri plessi. Questa non è programmazione, è un gioco d’azzardo“. “Le manutenzioni – proseguono Valsecchi e Finizio – sono una competenza diretta e inderogabile del Comune: ammettere il degrado generale significa firmare un’ammissione di colpevolezza per non aver fatto nulla in più di quattro anni. I bambini e le famiglie della Corridoni e di tutte le scuole di Como – concludono gli esponenti dem – meritano sicurezza e certezze”.

Vale la pena precisare, però, che il monitoraggio nelle scuole, Corridoni in primis, è sempre stato fatto e che i bambini – in via Sinigaglia come in altri istituti – non sono andati a scuola in condizioni di rischio. Sul perché il documento sia stato reso pubblico soltanto ora, quattro anni dopo il sopralluogo, Rapinese è chiaro: “Perché noi la scuola l’abbiamo chiusa (come approvato anche da delibera regionale a ottobre 2025) e non abbiamo mai parlato di questa sicurezza, facevamo i monitoraggi, arriviamo a giugno e via, andare”. “Loro (cioè chi ora scende in campo in difesa della Corridoni) non hanno mai parlato di sicurezza – spiega ancora il sindaco – non hanno mai detto che le scuole che avevamo indicato non erano sicure. Quindi dal punto di vista processuale anche la difesa non è mai stata questa. Nel momento ultimo, evidentemente per impressionare il giudice, parlano di sicurezza di via Fiume”. Quando, aggiunge il sindaco, i documenti relativi alla Corridoni evidenziano criticità ben più rilevanti rispetto a quelle riscontrate alla Venini. “Facevamo i monitoraggi e accompagnavamo la chiusura – ribadisce Rapinese nel corso di Etg+ Sindaco – Ora hanno inventato questioni di sicurezza, mentre il certificato statico in via Fiume ce l’abbiamo. Questi documenti sono agli atti e lo abbiamo spiegato bene al giudice, e al giudice abbiamo mandato anche altri documenti”.

Se la preside Grazia Miccolis, chiamata in causa dal sindaco, preferisce non replicare, si fa sentire invece il commento di Simone Molteni, presidente del consiglio di istituto Como Borgovico. “Ai dirigenti comunali sfugge che gli unici responsabili che possono e devono intervenire sugli immobili sono loro, come già sottolineato negli scorsi mesi dal provveditore e dall’ufficio scolastico regionale”, replica. E ancora: “Come mai nel 2024 il sindaco individuava la Corridoni come scuola alternativa alla Perti che voleva chiudere?”. “Rapinese – aggiunge Molteni – definisce le scuole della città “fatiscenti”, ma il Comune poi non interviene con un’adeguata riqualificazione”.

Per Molteni, inoltre, il responsabile della sicurezza – che ha esaminato entrambi i plessi – riterrebbe la Corridoni “in condizioni molto migliori di via Fiume. Infine, l’appello: “Domenica e lunedì pomeriggio l’istituto è aperto e tutti i genitori che vogliono vedere lo stato locali e quanto è viva la scuola, sono i benvenuti. Noi continuiamo a difendere un progetto e un luogo, che è prima di tutto punto di riferimento per la comunità”.