Scuola “Corridoni” di Como, il verdetto è arrivato: il Consiglio di Stato blocca la delibera del Comune di Como e rinvia il giudizio di merito a data da destinarsi. La primaria rimane aperta. Fondamentalmente – dopo la relazione tecnica chiesta dai giudici all’ufficio scolastico regionale che ha redatto un documento di 30 pagine come spiegato dal provveditore Imerio Chiappa – si dice che gli spazi di via Fiume non risultano immediatamente utilizzabili per accogliere le 11 classi di via Sinigaglia in condizioni di sicurezza e di piena funzionalità didattica. In considerazione del già avvenuto inizio dell’anno scolastico l’istanza di sospensione viene dunque accolta.
La campanella che era tornata a suonare all’istituto a due passi dallo stadio il 14 settembre continuerà dunque a suonare. L’attesa si era fatta snervante per i genitori degli oltre 200 alunni e per chi in questa battaglia si è schierato dal primo giorno a partire dal personale scolastico.
«Oggi siamo molto felici, il mio pensiero va innanzitutto alle famiglie, alle incertezze e alle tensioni, spesso ingiustificate, che hanno dovuto vivere negli ultimi mesi – dichiara il presidente del Consiglio d’Istituto Como Borgovico, Simone Molteni, pochi istanti dopo la comunicazione ricevuta dai propri legali Giovanni Murgia e Ruggero Tumbiolo -. Oggi possiamo festeggiare perché, per quest’anno, la scuola Corridoni resterà aperta, continuando a essere, come lo è stata per decenni, un punto di riferimento per le famiglie e per tutto il quartiere. Festeggiamo questo risultato, ma siamo consapevoli che il percorso non è ancora concluso – aggiunge -. In futuro ci attende il giudizio di merito del Consiglio di Stato. Come istituzione scolastica, rimaniamo convinti che un vero dialogo, senza inutili contrapposizioni e senza aggressività – conclude – sia la strada corretta per affrontare questa vicenda. Noi siamo disponibili al confronto, perché l’unica cosa che vogliamo davvero è difendere le nostre famiglie, i nostri docenti, i collaboratori e la qualità dell’istruzione dei nostri figli.»
Ha espresso subito la sua soddisfazione il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, ex alunna della “Corridoni” che era presente in via Sinigaglia solamente pochi giorni fa con il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti.
Subito si affianca alla soddisfazione dei genitori l’Associazione culturale Nova Como in prima linea sul fronte scuole, il caso via Perti su tutti.
«Questa decisione dimostra che interventi di razionalizzazione così delicati non possono essere imposti dall’alto né affrontati come semplici operazioni amministrative o immobiliari – spiegano presidente e vicepresidente, rispettivamente Vincenzo Falanga e Teresa Minniti. – devono essere condivisi con chi vive e lavora nella città, a partire dalle famiglie e dalla comunità scolastica, e devono tenere conto delle reali condizioni degli edifici, delle esigenze educative dei bambini e delle caratteristiche del contesto territoriale. Il Comune di Como, ancora una volta, ha scelto di non ascoltare le famiglie, gli insegnanti e i bambini direttamente coinvolti. Il Consiglio di Stato ha dato concretezza alle loro ragioni, fermando una scelta che avrebbe comportato il trasferimento degli alunni in spazi ritenuti non adeguati. Questa è innanzitutto una vittoria delle famiglie, dei bambini e di tutti coloro che, in questi mesi, hanno difeso la scuola Corridoni con determinazione. È anche un richiamo inequivocabile per l’Amministrazione comunale – concludono -: governare significa ascoltare, confrontarsi e assumere decisioni responsabili nell’interesse della comunità. Le scuole non sono numeri o edifici da sacrificare, ma presìdi educativi e sociali fondamentali per la vita dei quartieri e per il futuro della città.»



