Ospedale di Erba, sindacati all’attacco: “Oggi chiude il punto nascita, domani chissà”

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Sindacati all’attacco dopo l’annuncio della futura chiusura del Punto Nascita dell’ospedale di Erba da parte dello stesso presidio e dell’Ats Insubria. I rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil ampliano lo sguardo ed esprimono la loro preoccupazione per il futuro dell’intera struttura.
“Abbiamo chiesto chiarimenti alla Direzione Generale fin dal primo giorno dell’insediamento della nuova proprietà. – dicono i sindacati – In più occasioni abbiamo posto interrogativi sul destino del presidio e dei singoli reparti. La risposta è stata sempre la stessa: smentite secche, finalizzate a sminuire le nostre preoccupazioni e il nostro ruolo, rinviando a Regione Lombardia ogni valutazione sul futuro dei servizi. Oggi arrivano rassicurazioni sul ricollocamento del personale coinvolto dalla chiusura del punto nascita. – continuano i sindacati – Si tratta di un atto dovuto e doveroso, ma attendiamo la convocazione di un incontro ufficiale per discutere modalità, tempistiche e garanzie per le lavoratrici e i lavoratori”.
Le organizzazioni sindacali si rivolgono agli enti interessati e a tutti i rappresentanti politici e istituzionali del territorio che hanno promosso questa operazione, chiedendo quale sarà il futuro dell’ospedale di Erba. “Oggi si parla del punto nascita, – dicono – ma la situazione del resto dell’ospedale non è certamente più rosea. Restano criticità evidenti: un clima lavorativo deteriorato, con carichi di lavoro gravosi ed elevato turnover; l’assenza di una comunicazione interna chiara sulle prospettive aziendali; le crescenti difficoltà nella gestione dei turni, con pesanti ricadute sull’organizzazione personale e familiare; il ricorso sempre maggiore a personale libero professionista, con conseguenze sul lavoro di équipe. Quale sarà il prossimo passo? – chiedono i sindacati – La chiusura di altri servizi? L’esternalizzazione di ulteriori attività? Il ridimensionamento di qualche altro reparto? Le lavoratrici e i lavoratori, così come le cittadine e i cittadini, hanno il diritto di essere informati e coinvolti nelle scelte che riguardano un presidio sanitario fondamentale per il territorio. Oggi chiude il punto nascita. – concludono – Domani, chi può dire cosa sarà considerato “inevitabile”?”.