Il calcio italiano piange Sandro Mazzola. La notizia è stata comunicata dall’Inter nella notte. La bandiera nerazzurra aveva 83 anni.
Nato a Torino l’8 novembre del 1942, Mazzola è considerato uno dei più grandi giocatori italiani di sempre.
Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto a Superga nel 1949, ha legato tutta la sua vita alla società nerazzurra. Il suo esordio in prima squadra nel 1960, fino al 1977. Con l’Inter ha vinto quattro Scudetti (1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971), due Coppe dei Campioni (1964, 1965) e altrettante Coppe Intercontinentali (1964, 1965); in totale 17 stagioni, 565 partite ufficiali, 158 gol.
Con la Nazionale vanta 70 presenze e 22 gol dal 1963 al 1974. Ha vinto l’Europeo del 1968 in Italia ed è stato vice-campione del Mondo a Messico 1970. Celebre la staffetta nella finale persa con il Brasile, che lo vide protagonista con Gianni Rivera.
Da dirigente, oltre che con l’Inter, ha lavorato con Genoa e Torino.
C’è anche un aneddoto che Mazzola ha spesso raccontato che lo lega al Como. Da giovane, all’inizio degli anni ’60, sembrava definito il suo passaggio in prestito proprio alla formazione lariana per una stagione, per “farsi le ossa”, come si diceva all’epoca. Poi Helenio Herrera decise di tenerlo in nerazzurro e di dargli fiducia, una scelta poi ripagata dai risultati.
Il ricordo di Javier Zanetti
“Sei stato e resterai per sempre una leggenda – ha scritto Javier Zanetti sui social – Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre.
Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato”.



