Scuole di Como, la lettera di due docenti contro il piano del Comune: “Un istituto scolastico è un’identità educativa”

Piano di riorganizzazione delle scuole di Como per l’anno 2026/2027, dopo le numerose reazioni politiche al documento, arriva anche la riflessione di due insegnanti della scuola dell’Infanzia Raschi, Maria Grazia Bozzi e Ilaria Di Ceglie. “Quando si pensa e si riprogetta la scuola, bisogna confrontarsi con chi la scuola la vive ogni giorno. – scrivono le docenti – A Como esistono otto istituti comprensivi. Ognuno di essi si è formato nel tempo, attraverso scelte, progettualità, relazioni e percorsi educativi costruiti e condivisi da chi vi lavora. Per questo motivo, scorporare scuole e riorganizzare istituti non può essere considerato un semplice calcolo di numeri, spazi, studenti e insegnanti. Un istituto scolastico è anche un’identità educativa. Cambiare la composizione di un istituto significa intervenire su un equilibrio costruito negli anni. Senza contare un rimescolamento e una perdita delle insegnanti”.
Le due docenti entrano nello specifico della scuola Raschi. “Nel documento di riorganizzazione si legge che la scuola dell’infanzia Carluccio verrebbe assorbita dalla Raschi, – spiegano – anche in considerazione dei 69 posti che si renderebbero disponibili a seguito della chiusura del Nido Magnolia. Noi non siamo d’accordo con questa scelta. – dicono le insegnanti – Lo spostamento e l’accorpamento di una scuola dell’infanzia non rappresentano un semplice cambiamento organizzativo. Possono incidere profondamente sull’identità pedagogica e sul percorso educativo costruito nel tempo. Per questo, quando si decide di spostare, accorpare o redistribuire una scuola, non si dovrebbe ragionare soltanto in termini di numero di alunni che uno spazio può contenere, ma chiedersi quali esperienze educative quello spazio permette di realizzare e quale progetto sostiene. C’è poi un tema che abbiamo più volte sottolineato negli anni: la continuità. Si prospetta anche la chiusura della scuola primaria Corridoni. Ci chiediamo: come si può parlare di implementare una scuola dell’infanzia e nello stesso documento proporre di togliere la scuola primaria di riferimento?”.
“Non siamo contrarie a priori al cambiamento. – concludono le docenti – Siamo contrarie a un cambiamento che non tenga conto del percorso educativo condiviso e costruito negli anni”.